Il Presidente di Lega Dal Pino svela il perché del no ai fondi

Il Presidente di Lega Dal Pino svela il perché del no ai fondi
ROME, ITALY - FEBRUARY 22: Lega Serie A Paolo Dal Pino attends the FIGC Elective Assembly at Cavalieri Waldorf Astoria Hotel on February 21, 2021 in Rome, Italy. (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Che la pandemia di Covid-19 abbia rappresentato un grosso problema economico a tutte le società sportive, è noto a tutti. E probabilmente l’idea della Superlega era nata anche in tal senso, con lo scopo di aiutare finanziariamente i top club europei.

Nel corso del Festival dello Sport a Trento, è intervenuto sul palco della manifestazione il Presidente della Lega di Serie A, Paolo Dal Pino e, tra i temi che ha voluto trattare, c’è stato proprio quello della Superlega.

Dal Pino, Serie A, fondi

Perchè il no ai fondi? Alcune squadre hanno cambiato posizione per l’esplodere del caso Superlega. La direzione delle squadre è quella di una trasformazione culturale. La Lega già oggi sta attraversando un processo di trasformazione, da qui possiamo crescere ancora. Perché c’è stato il no dei club ai fondi? Difficile trovare una risposta, in serie A ci sono 20 squadre che hanno obiettivi ed interessi diversi. Le grandi squadre hanno l’obiettivo di ottenere una stabilità finanziare e lo possono ottenere solo con la partecipazione alle coppe europee, le altre hanno altri obiettivi. La Superlega ha creato un problema ma la consapevolezza che c’è qualcosa da fare, esiste in tutte le squadre”.

Da una parte quindi si è coscienti del fatto che un cambiamento sia necessario. Dall’altra invece, l’impressione che affinché si muova qualcosa, serva ancora parecchio tempo. Troppe divergenze, troppi interessi differenti tra i 20 club di Serie A, e anche per questo motivo è arrivato il no ai fondi.

Orgogliosamente flegrea, porto nel giornalismo la tenacia tipica delle mie radici di Pozzuoli. Lavoro dal 2018 per il network Nuovevoci, occupandomi di sport e comunicazione a 360 gradi. Dopo aver approfondito la mia formazione con due Master, tra cui quello alla Cattolica di Milano, ho scelto di applicare il rigore dell'analisi sportiva al racconto della Juventus. Scrivere delle grandi realtà del calcio nazionale è per me la naturale evoluzione di un percorso nato per amore di questo sport.

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