LE PAGELLE | Napoli-Juventus 2-1: Szczesny spiacevole conferma, esordio shock per Kean

In una partita macchiata da errori pacchiani da parte sia della Juve che del Napoli, la spunta chi la combina meno grossa. O meglio, chi la combina grossa meno volte. La Juventus ora è ad un solo punto dopo tre giornate, e alla prossima c’è il Milan.

Szczesny 4: la Juventus quest’anno ha un problema enorme. La poca sicurezza di Szczesny negli interventi basilari sta diventando un fattore a favore degli avversari: sui cinque gol subiti, quattro portano la sua firma. Quali sono le cause di questa clamorosa involuzione deve essere materia di studio per Allegri, che ora si trova in una posizione assai complessa.

De Sciglio 5: soffre chiunque passi per la sua fascia, da Osimhen a Lozano, passando per Zielinski. Nedved nel prepartita ha affermato che il ragazzo è in grado di fornire un’ottima fase difensiva e che è in grado di esibire una pulizia tecnica che hanno in pochi: ecco, diciamo che – quantomeno questa sera – tutto ciò non si è visto.

Bonucci 6: in coppia con Chiellini è un giocatore più sicuro: ha spazio per impostare e anche le piccole disattenzioni difensive vengono perfettamente coperte dal suo compagno. I due campioni d’Europa rappresentano ancora la forza di questa Juve, ma quando il contorno non è di supporto difficilmente ci si può aspettare di più.

Chiellini 6.5: partita da capitano vero, e non è una sorpresa.

Pellegrini 5.5: la sua partita è una gaussiana: parte in difficoltà, poi cresce e piano piano si spegne di nuovo, fino all’uscita dal campo per infortunio. Nella fase di massimo sforzo dimostra di essere un giocatore che può indossare la maglia da titolare, ma la sua fragilità non lascia ben sperare (dal 58′ De Ligt 6: non gli viene concessa la titolarità, ma solo perché Chiellini e Bonucci, come detto, rappresentano una garanzia troppo solida per poterla scardinare durante questi appuntamenti. In ogni caso, entra con il giusto approccio).

Bernardeschi 6: tra i migliori. Dovrebbe essere una notizia, ma un po’ ce lo si aspettava. La leggerezza con cui ha eseguito alcuni dribbling sull’out di destra confermano che il ragazzo è in fiducia. Cala leggermente quando gli viene chiesto di dare un apporto maggiore in fase difensiva. In ogni caso l’Europeo lo ha rivitalizzato, ed ora sta a lui continuare a crescere su questa strada.

McKennie 5: lontanamente assimilabile a quel giocatore che l’anno scorso, di questi tempi, trascinava la Juventus di Pirlo. Le vicende extra-campo vissute in Nazionale non sono state d’aiuto, ma neanche lui stesso si aiuta (dal 72′ Ramsey 5.5: entra per occupare la cabina di regia e la differenza con Locatelli è tangibile. Basta questo a definire la sua prestazione).

Locatelli 6: alla lunga risulterà l’elemento che l’anno scorso è mancato: il metronomo che fa giocare bene. In attesa di vederlo tra i titolari, vederlo fa comunque bene agli occhi. Nel secondo tempo vive un fisiologico calo fisico.

Rabiot 5.5: condivide una piccola parte di colpe sul primo gol del Napoli, anche se il pasticcio lo compie Szczesny. Piccola (ma neanche troppo) macchia in una partita di spinta complessivamente positiva. Grande passo in avanti rispetto alla gara contro l’Empoli: peccato.

Kulusevski 6: oggi ha fatto il Dybala, sebbene le caratteristiche siano differenti. Forse è per questo che il suo sforzo non può essere completamente apprezzabile. Ha giocato da contropiedista nonostante la sua progressione non sia delle più irresistibili e spesso è mancata anche un po’ di precisione nell’ultimo passaggio. La sensazione è che il suo ruolo nella Juventus non sia del tutto chiaro.

Morata 6.5: approfitta dell’errore del Napoli in maniera magistrale. Per il resto fa una partita di grande spessore: fa il massimo, e questo basta (dall’82’ Kean 4: errore evitabile? Molto probabilmente sì. Sicuramente non è un buon inizio il suo, nonostante le aspettative. La speranza è che questo non influenzi il rendimento futuro).

All. Allegri 5: le sue caratteristiche peculiari sono sempre state quelle di saper entrare a fondo nella testa dei suoi giocatori e di leggere le partite in maniera magistrale. Per citarlo, ci sta anche non approcciare ogni singola gara nel migliore, ma è la capacità di saper aggiustare il tiro in corsa che fa la differenza. Ecco, al netto di tutte le difficoltà e gli “imprevisti” di contorno, da quando è tornato, sembra quasi che Allegri non sia riuscito ancora a farsi seguire bene dai suoi né è stato in grado di correggere agli errori (seppur non dipesi da difetti tattici) dei suoi. È questo, più che la il risultato della classifica in sé, a dare la dimensione della distanza che intercorre tra la Juventus e le altre big. Il Milan diventa ora un crocevia importante.