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La Champions fa “povero” il calcio italiano

Il calcio italiano continua a calare vistosamente. Il fascino storico e la recente vittorie della Nazionale di Roberto Mancini non è riuscita ad invertire il trend negativo di tutto il movimento calcio. Questa mattina la Gazzetta dello Sport riporta un’attenta analisi sugli introiti delle italiane nelle prossime edizioni della UEFA Champions League.

Gli introiti alla competizione continentale più importante sono suddivisi in merito, ranking storico e market pool. Nulla è cambiato in termini di incassi “base”. Di default ad ogni società andranno 15,64 milioni. I guadagni successivi sono subordinati ai risultati (una vittoria vale 2,8 milioni e un pari 0,93) fino ad un massimo di 85,1 milioni in caso di vittoria.

Il ranking storico considera i risultati degli ultimi 10 anni. In tal caso la Juventus sarebbe la prima in Italia e sesta in Europa con i suoi 30,7 milioni.

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Le noti dolenti riguardano il market pool. Nonostante il valore complessivo dei diritti tv siano aumentati da 292 a 300,3 milioni, quello per i club di Serie A è diminuito. Purtroppo i diritti tv della Champions in Italia si sono ridotti rispetto a quelli di Premier, Liga e Bundesliga. Alle società italiane andavano 50 milioni (25 per il piazzamento in campionato, 25 per i risultati). Oggi l’introito non supera 40 circa (20+20). Addirittura potrebbe anche diminuire perché i diritti nei Paesi scandinavi sono aumentati e se il Broendby entrasse nella fase a gironi andremmo a perdere ancora qualcosa.