ESCLUSIVA SJ – Michela Franco: “Quando arrivi alla Juve sembra di essere in un sogno e quando vai via pensi di aver fatto la scelta sbagliata”

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Michela Franco, difensore torinese classe 1992 è un’ex giocatrice della Juventus Women. Ha giocato per la formazione bianconera per 3 stagioni, collezionando 3 Scudetti, una Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana.

Michela non è solo i risultati ottenuti con la maglia bianconera, è sempre stata una colonna portante del “progetto Juve”. Nonostante le poche presenze collezionate è sempre stata una delle beniamine dei tifosi. Ora Michela ha cambiato squadra, gioca titolare stabilmente alla Riozzese Como. Michela Franco si è raccontata in esclusiva ai microfoni della nostra Miriana Cardinale.

Alla Juventus hai sicuramente lasciato un pezzo di cuore, racconta i motivi del tuo addio e la reazione delle tue compagne.

“A Torino ho lasciato sicuramente un pezzo di cuore, sono torinese, ho lasciato la mia famiglia, una grande squadra, una grande società. A pensare ai momenti vissuti sicuramente mi ha lasciato tanto la Juve, a livello mentale e fisico. La cosa che più mi manca è sicuramente il gruppo. Ho potuto ritrovare tante compagne con cui avevo già giocato in precedenza, come per esempio Russo, Bonansea, Rosucci e Salvai. Ho conosciuto altre persone meravigliose come Caruso, Gama, Girelli e molte altre. Sono giocatrici che ti lasciano tanto, sia in campo che fuori. Sono persone da prendere in considerazione se vuoi fare la calciatrice. Ho ovviamente lasciato una grande società, mi sono sempre sentita una professionista alla Juve, hai tutto a disposizione, da chi ti lava le cose ad avere la nutrizionista e il pranzo al centro di allenamento. Sembra una cosa banale ma nel calcio femminile prima della Juventus non era una cosa usuale. Non do nulla per scontato e quando mi sono trovata alla Juve mi è sembrato di vivere un sogno, quello che da bambina avevo sempre sognato. Lasciare la Juve non è mai facile, si spera sempre di trovare un punto di incontro per poter restare. Io però avevo voglia di rimettermi in gioco, in tre anni a Torino ho collezionato poche presenze dettate da vari infortuni. Nonostante ciò io li rifarei ora questi tre anni. La Juve ti lascia tanto, non è mai facile lasciarla, quando la lasci pensi di aver fatto la scelta sbagliata.”

Parliamo del presente, Como è un bel progetto con una squadra composta sia da giocatrici giovani che esperte. Quali sono i vostri obiettivi stagionali a breve e lungo termine?

“A Como sono felice, ho ritrovato la felicità di essere protagonista, il brivido di scendere in campo, le sensazioni del giorno prima della gara, l’emozione del riscaldamento. Sono contenta perché ho potuto rimettermi in gioco in un ambiente nuovo, positivo e quasi familiare, a me piace tantissimo. Vengo sempre presa in considerazione ed ho a disposizione tutti i mezzi per dare il meglio. L’obiettivo è sicuramente quello di salire in Serie A, sia mio che delle mie compagne, ci siamo confrontate ed è quello che vogliamo tutte insieme.”

Quale per te è stato il tuo momento più bello con la maglia della Juventus?

“Il momento più emozionante per me è stata la prima finale Scudetto contro il Brescia, a Novara. Penso sia stata la sensazione più bella mai provata con la maglia della Juve. Anche il primo giorno che sono entrata a Vinovo è sicuramente stato molto emozionante. Quel giorno però ho sentito veramente una sensazione che arrivava dal cuore, che mi diceva “wow che bello vincere”. Per il gruppo, per come abbiamo festeggiato dopo, per i rigori, per l’unione che avevamo creato in quella stagione. Sono sensazioni difficili da spiegare se non si sono vissute. Allo Stadium io ero fuori per infortunio però vedere gli occhi lucidi delle mie compagne, vedere tante persone lì per noi. Vedere però contente le mie compagne mi ha messo i brividi, vedere loro realizzare i loro sogni. “

Alla Juve hai giocato con tante grandi calciatrici, quale ti ha colpita maggiormente?

“Stupita tante di loro, non mi sento di fare un nome particolare. Come capitano assoluto io penso che Sara Gama lo rappresenti, in squadra, nel modo in cui ti difende, nel modo in cui si allena. All’apparenza è una persona molto dura, ma conoscendola è veramente una persona splendida, ovviamente devi comportarti da professionista e metterci testa. Un’altra giocatrice che mi è piaciuta molto è Ingvild Isaksen che ha fatto poche partite ma in quelle poche ha fatto vedere il suo valore. Katie Zelem è veramente fortissima tecnicamente. Ho giocato con molte grandi giocatrici, ma se dovessi sceglierne una citerei Sara Gama.”

Tutte le tue ex compagne parlano di te come una donna spogliatoio. Cosa si prova ad essere la donna spogliatoio della Juve?

“Sono cose che dicono le altre, io mi faccio conoscere per come sono: solare, sorridente, cerco sempre di trovare un lato positivo, di unire le persone, mi dispiace vedere le persone tristi. Forse questo mio lato unisce lo spogliatoio, metto musica, sorrido sempre. Non so bene dire cosa significhi essere una donna spogliatoio, penso però forse che sia legato al mio carattere. Sono contenta però di aver lasciato qualcosa a tutte loro, per me l’importante è sempre lasciare qualcosa di positivo. Ovviamente tutte loro hanno lasciato qualcosa a me.”

Quale giocatrice tra le giovani secondo te emergerà maggiormente?

“Secondo me, vedendo anche le presenze Arianna Caruso in maniera indiscutibile. Dal primo anno a Torino ha avuto una crescita pazzesca sia fisicamente che mentalmente. Ha una mentalità diversa, è molto quadrata ma già caratterialmente, ha una personalità pazzesca. Penso sia uscita la sua personalità in Champions League contro il Barcellona. Anche Boattin mi piace molto e secondo me farà molta strada. Anche Galli sicuramente, ma per mio gusto Boattin e Caruso pazzesche.”

A Como ti sei ricongiunta con Federica Russo, parla del vostro rapporto

“Io e lei ci chiamiamo bomber o bomberona e c’è poco da dire. Abbiamo avuto la fortuna di ritrovarci, alla Juve abbiamo vissuto gli stessi momenti, non potendo trasmettere il nostro potenziale, ma eravamo felici di essere alla Juve, di esserci ritrovate, di aver ricomposto il vecchio nostro gruppo Torino Calcio Femminile. Ci siamo ritrovate in un’età dove essendo più grandi sapevamo cosa volevamo fare, eravamo più mature. Con lei mi trovo benissimo, caratterialmente siamo simili, lei è molto solare, condividiamo la stessa passione e gli stessi obiettivi.”

Miriana Cardinale

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