Kulusevski farà impazzire il calcio italiano

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Il gol segnato ieri contro la Sampdoria è soltanto un piccolo teaser di ciò che Kulu dimostrerà con la Juventus.

Dejan Kulusevski ci ha messo pochissimo a prendersi la scena. Con quella faccia motivata che sembra uscita da uno spot della Nike è impossibile non notarlo, del resto. Dodici minuti e un piazzato da fermo senza quasi esultare. Soltanto una timida corsetta e un abbraccio al primo che passava. Non celebrare un gol così difficile all’esordio è sintomo del fatto che lo svedese è fin troppo sicuro dei suoi mezzi, e che un gesto del genere forse lo reputa addirittura facile.

Palla in rete, e in basso a destra la “sfrenata” esultanza di Kulu

Ciò che distingue Kulusevski dagli altri giocatori non è la prontezza tecnica o la qualità superiore, ma il fatto che dalla sua espressione si capisca esattamente cos’abbia in testa. Lo sguardo è consapevole e motivato, di chi vuole mettersi in mostra perché conosce le sue qualità, senza mai diventare arrogante. Obiettivo sempre chiaro e voglia di raggiungerlo. Kulusevski non vuole essere il migliore della Juve o il migliore della Serie A. Kulusevski vuole essere il migliore del mondo. Il suo unico problema (si fa per dire), è che ha un compagno di reparto che pensa esattamente le stesse cose.

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La partita di Ronaldo di ieri è stata il simbolo di un atleta che non molla mai un secondo finché non raggiunge l’obiettivo, in pratica uno squarcio di quello che sarà il futuro di Kulusevski. E quando l’esempio ce l’hai a due metri è difficile non imparare, soprattutto quando nella testa hai la predisposizione ad essere il migliore. Ora, la curiosità dei tifosi sta nel vedere come si inserirà in questo contesto anche Dybala.

Pirlo ieri ha sorpreso tutti con una disposizione tattica che probabilmente non sarà quella definitiva, con l’attesa del centravanti che si fa sempre più insistente, ma alcune indicazioni sembrano essere azzeccate fin da subito. Frabotta e Cuadrado esterni larghissimi hanno permesso di fatto a Ramsey e Kulu di tagliare spesso verso il centro e giocare vicino a Ronaldo come sottopunta: le prestazioni individuali dei due giocatori danno ragione all’allenatore, anche se un solo indizio non fa una prova. Ovviamente, è presto per giudicare la Juventus, ma non è presto per giudicare Kulusevski. La stagione appena trascorsa col Parma è un indizio più che evidente di come lo svedese sia già pronto a sfondare il campionato di Serie A.

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