"Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano"

“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”

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Era il 19 luglio 2014, quando un giovane ragazzo di appena 22 anni chiamato Alvaro Morata approdava sotto la mole, agli ordini di Massimiliano Allegri. Le aspettative sul nuovo numero 9 della “Vecchia Signora” sono state da subito alte, ma nessuno avrebbe mai detto che quel ragazzo sarebbe entrato nel cuore di tutti i tifosi.

Ricordiamo tutti l’impresa di cui si è reso protagonista nella semifinale di Champions League, nella stagione 2014/2015, quando proprio contro la sua vecchia squadra, il Real Madrid ha aiutato Madama a passare il turno. Grazie alle sue prodezze la Juventus di Massimiliano Allegri, ma anche di Paul Pogba, di Simone Pepe e di Claudio Marchisio raggiunge la finale di Champions League. Fin da subito il numero 9ha conquistato i tifosi, i quali l’hanno sempre sostenuto e supportato.

Morata è considerabile quasi un calciatore d’altri tempi, caratterizzato dall’amore verso Torino, all’ombra della Mole ha anche conosciuto l’attuale moglie Alice Campello, ma soprattutto caratterizzato dall’amore verso la maglia che indossa.

Tuttavia, se come cantava il grande Antonello Venditti “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano, amori indivisibili, indissolubili, inseparabili” questo è proprio il caso di Alvaro Morata e Torino. Dopo quattro anni di amore a distanza Alvaro torna all’ombra della Mole, questa volta agli ordini di colui che era un suo compagno di squadra: Andrea Pirlo.

Ci sono ancora molte incognite, ma una cosa è certa: Morata e la Juve di nuovo insieme. Se nel corso degli anni molte cose sono cambiate, da entrambe le parti, ad esempio il giovane Alvaro si è sposato ed ha avuto dei bambini, la Juventus invece si è separata da Beppe Marotta ed anche da Massimiliano Allegri. Una cosa è sempre rimasta, ed è l’amore reciproco.

L’amore di chi, da uomo, prima e da calciatore poi, è disposto a dare tutto, fino all’ultimo secondo, fino ai tre fischi dell’arbitro, per la maglia che indossa. L’amore fa male, fa malissimo, pensiamo alla rete proprio di Alvaro nel corso della finale di Champions contro il Barcellona che è valso l’illusorio pareggio, rivelatosi poi inutile visto che la finale è stata persa 3-1.

Anche in questi anni da separati, Morata è stato spesso visto a Torino, recentemente ha dichiarato di sentire nostalgia verso la città piemontese, verso il bar sotto casa che era pronto a coccolarlo ogni giorno. L’amore di Alvaro è stato evidente quando ha rifiutato il Napoli nel corso del mercato, spiegando successivamente che a causa del suo fortissimo legame con la Juventus non sarebbe mai potuto accasarsi ad una rivale.

Una storia, quella tra Morata e la Juve che si è però interrotta troppo presto: nell’estate 2016 il Real Madrid ha esercitato il diritto di recompra. Morata è poi passato al Chelsea e, successivamente, all’Atletico Madrid, proprio con la maglia dei Colchoneros è tornato allo Stadium durante la scorsa stagione.

Ora, Alvaro è pronto a tornare a scaldare i cuori dei tifosi bianconeri, è pronto a riconquistarsi la “sua” Torino. Pronto a sentire i tifosi (anche se purtroppo pochi per ora) urlare allo Stadium “Per la Juventus ha segnato il numero 9 Alvaro Morata”. Pronto ad aiutare i compagni e a trascinare la squadra a suon di gol, pronto a dare tutto e a riconquistare i cuori di chi l’aveva dimenticato. Perché Alvaro Morata è proprio questo e, forse, è proprio quello che adesso serve alla Juventus per affermarsi ancora.

Miriana Cardinale

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