Sarri esonerato dalla Juventus, ma la colpa è di tutti

Sarri esonerato dalla Juventus, ma la colpa è di tutti

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Maurizio Sarri non è più l’allenatore della Juventus. La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno in un torrido pomeriggio d’agosto. La cocente eliminazione subita per mano del Lione è costata la panchina al tecnico ex Napoli, ma non solo. Perché, se è vero che – citando Sarri – i grandi dirigenti non si basano su una sola partita, è pur vero che la Juventus affrontava una squadra (quasi) ferma da cinque mesi e nettamente inferiore in termini di organico.

Una squadra che, nonostante le defezioni e lo scellerato rigore ottenuto dopo poco più di 10 minuti (poi compensato con un penalty altrettanto dubbio) doveva e poteva fare di più. Ma, come detto prima, non è soltanto la partita di ieri ad aver scosso pesantemente le acque a Torino. La Juventus voleva cambiare e questo cambiamento non c’è stato. Ma la colpa è solo del mister?

IL FALLIMENTO DEL “BEL GIOCO

Ci si aspettava tutt’altra Juventus quando il 16 giugno di un anno fa Maurizio Sarri firmava per la Vecchia Signora. Un cambiamento radicale che avrebbe dovuto portare nuova linfa alla Continassa, una nuova visione completamente opposta a quella bianconera che da sempre recita “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Con Sarri sarebbe dovuto contare il come arrivare ai 3 punti: giocando bene.

A distanza di più di un anno questo “bel gioco” si è visto raramente, con pochi sprazzi del fluido e arrembante Napoli o del Sarri ball attuato a Londra. Solo gli sciocchi però potevano pensare che con l’acquisto del solo allenatore potessero cambiare totalmente l’inerzia e le caratteristiche di una rosa costruita in maniera diametralmente opposta. Ed è con questa premessa che torniamo al quesito di prima: la colpa di questo fallimento è soltanto dell’allenatore?

LA SCIALBA CAMPAGNA ACQUISTI DELLA JUVENTUS

La colpa è di tutti. Anche di chi ha costruito per lui una rosa che non si adattava minimamente al gioco che si sarebbe dovuto proporre. Perché se si vuole attuare un cambiamento, questo va fatto con la piena fiducia nei confronti dell’artefice principale di questa trasformazione. E questa fiducia totale nei confronti di Sarri non c’è mai stata. I calciatori e lo stesso allenatore hanno più volte affermato con quanta fatica apprendessero i nuovi schemi – e questo è uno degli errori più grandi del tecnico toscano – che si ostinava a tentare di far capire ad una rosa che fino a qualche mese prima giocava in modo completamente opposto.

Ma se da una parte c’è l’ostinazione del mister (che d’altronde è stato preso per quello), dall’altra c’è la superficialità di chi pensava che con due parametri zero come Ramsey e Rabiot si sarebbe potuto sistemare un centrocampo che da anni è il reparto più debole. Per non parlare del conclamato tentativo di cedere Dybala (MVP della Serie A) e della mancata cessione di Higuaín per far spazio ad un nuovo centravanti. Si parla anche di un addio di Paratici e, per par condicio, se Sarri paga con l’esonero anche chi ha svolto la campagna acquisti dovrebbe pagare.

DYBALA CENTRAVANTI E LA CREAZIONE BENTANCUR, L’EREDITA’ DI SARRI

Si può dire che Sarri possa aver sbagliato con la scelta di mandar via Emre Can, tenendo un Sami Khedira in precarie condizioni fisiche, oppure con la decisione di tenere fuori rosa un calciatore come Mario Mandzukic. Si può dire che non sia riuscito a valorizzare il ruolo in squadra di Pjanic, che avrebbe dovuto toccare 150 palloni a partita, per non parlare di un Bernardeschi irriconoscibile e un Higuaín ormai irrecuperabile. Ma ci sono anche dei giocatori che sono stati valorizzati quest’anno con l’allenatore toscano: Dybala e Bentancur in primis. Due giocatori che sono stati indispensabili in questa Juventus e che saranno il futuro dei bianconeri. Futuro che non vedrà più Maurizio Sarri sedere sulla panchina, l’uomo del “bel gioco” mancato.

Michele Lettieri

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