Sarri a fine partita: “Vincere è difficile, non bisogna dare per scontata la vittoria. Stasera festeggiamo e poi pensiamo al Lione”

Sarri a fine partita: “Vincere è difficile, non bisogna dare per scontata la vittoria. Stasera festeggiamo e poi pensiamo al Lione”

Il tecnico della Juventus Maurizio Sarri ha parlato così a fine partita ai microfoni di Sky: “Questo scudetto ha un sapore forte: vincere è difficile, e tutti gli anni diventa sempre più complicato. Dare per scontata la vittoria è una grande bugia, non è mai semplice. Dopo 8 stagioni il gruppo ha ancora motivazioni. Come sta Dybala? Andrà valutato domani, la sensazione è che un problema muscolare ci sia. Cristiano e Dybala fanno la differenza, ma la costante è la società. il presidente ci sta sempre vicini, dà benzina così come la danno i dirigenti. Qui la società è importantissima, è tra le migliori in Europa a livello organizzativo. Bisogna entrare in punta di piedi e piano piano cambiare qualcosina per migliorare ancora, ma sarebbe poco intelligente stravolgere tutto subito. Le difficoltà ci sono, come ad esempio far convivere i giocatori in campo con diverse caratteristiche. Dybala e Ronaldo hanno giocato poco insieme, non era semplice metterli in campo insieme. Prima del lockdown eravamo molto solidi, dopo ci siamo un pò persi ma è successo a tantissime squadre, non è semplice per nessuno e ci sono ancora margini di miglioramento. Io ho sempre parlato con i giocatori e scambiato opinioni con loro, è normale collaborare tutti insieme. Stasera festeggiamo, poi arriva la Champions che è bella ma anche difficile; noi ci arriviamo con 14 partite in 40 giorni, speriamo di recuperare Dybala e vediamo come andrà. La sensazione dopo lo Scudetto? Non vedi soltanto fuoriclasse ma ragazzi a cui ormai mi sono affezionato”.

Orgogliosamente flegrea, porto nel giornalismo la tenacia tipica delle mie radici di Pozzuoli. Lavoro dal 2018 per il network Nuovevoci, occupandomi di sport e comunicazione a 360 gradi. Dopo aver approfondito la mia formazione con due Master, tra cui quello alla Cattolica di Milano, ho scelto di applicare il rigore dell'analisi sportiva al racconto della Juventus. Scrivere delle grandi realtà del calcio nazionale è per me la naturale evoluzione di un percorso nato per amore di questo sport.

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