ESCLUSIVA SJ - Marco Nosotti (Sky Sport): "Sarri non si è arreso, si sta solo adattando ed è segno di intelligenza. Bonucci mi ha confidato che..."

ESCLUSIVA SJ – Marco Nosotti (Sky Sport): “Sarri non si è arreso, si sta solo adattando ed è segno di intelligenza. Bonucci mi ha confidato che…”

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Una vita a calcare i campi da bordocampista, di chi conosce tutti i segreti delle panchine osservando, ascoltando e raccontando tutto ciò che accade durante una partita. Da anni inviato per Sky Sport per seguire la Nazionale in particolare, senza dimenticare le sue grandi esperienze col Milan e le altre grandi squadre italiane. In vista del match di questa sera Milan-Juventus, il nostro Michele De Blasis ha raggiunto telefonicamente Marco Nosotti per spiegarci l’importante momento che i bianconeri affronteranno nelle prossime settimane.

Cos’è cambiato dalla finale di Coppa Italia ad oggi? E’ solo una questione di condizione fisica?

“Bonucci dopo la trasferta di Bologna mi ha confidato che è scattato qualcosa in loro dal punto psicologico. Me lo aveva fatto capire anche Sarri il giorno prima: questa squadra aveva bisogno di confrontarsi, sia il gruppo stesso che Maurizio (Sarri, ndr) hanno dovuto perdere qualcosa per ritrovarsi realmente insieme. Non per forza ci saremmo dovuti aspettare il Sarri di Napoli alla Juve, non dimentichiamoci che la Juventus ha giocatori con caratteristiche diverse da quel Napoli. Non so che tipo di preparazione atletica abbia fatto la Juve, ma ormai si è capito che di partita in partita si migliora: Sarri vuole portare al top il gruppo base e soprattutto sta capendo come far giocare insieme Cristiano Ronaldo e Dybala. La brillantezza fisica e la velocità sono senza dubbio migliori, da qui si riescono ovviamente a sviluppare più facilmente trame di gioco con sovrapposizioni, triangoli interscambiabili e funzionali come dicono quelli bravi (ride, ndr). Poi aver trovato il tridente d’attacco titolare è stato tanto: Ronaldo non può fare la prima punta, Dybala che ha accettato di prendere il pallone più vicino la porta e Bernardeschi ha finalmente trovato il suo ruolo in cui può sta facendo bene in entrambe le fasi. Federico (Bernardeschi, ndr) lo vedo più sereno, più disponibile al sacrificio. Al di là delle questioni tattiche però penso che la Juventus abbia fatto una preparazione atletica importante, perchè ci si augura che la stagione non finisca i primi di agosto”.

Cosa pensa dell’editoriale di Maurizio Sconcerti “Sarri si è arreso”?

“Il Direttore è un uomo lungimirante, che sa andare molto più a fondo e se lo può permettere perchè conosce bene gli uomini di calcio. Concordo con lui solo in parte: lo stesso Sarri ha detto che questo gruppo non può giocare come il suo Napoli. Come diceva spesso Allegri, penso che i moduli di gioco siano solo delle disposizioni in campo, ciò che fanno la differenza sono le caratteristiche dei giocatori e la disponibilità al sacrificio. Per me Sarri non si è arreso. A Napoli comincia con Insigne trequartista e perde col Sassuolo. Poi cambia, conosce i giocatori, li apprezza, li valuta e trova la giusta soluzione del sistema di gioco. Anche ora sta accadendo la stessa cosa: ha capito che Ronaldo non può fare il centravanti per esempio. E’ vero che Sarri è stato chiamato per giocare in una maniera diversa rispetto al passato, ma nulla si inventa da un giorno all’altro. Non è un arrendersi, è un adattarsi per questa stagione. Se la prossima annata, con i giocatori che vuole lui, non esprime ciò che vuole forse potremmo dire che si è arreso. Il suo adattamento è segno di intelligenza, non è un mago che scrive le ricette e basta”.

Il Milan è sempre più in crescita e negli scontri diretti ha dimostrato di poter mettere il difficoltà la Juve, che partita ti aspetti?

“Pioli sta facendo molto bene, fa lavorare alla grande i trequartisti e quei movimenti di Theo Hernandez mettono in grande difficoltà le difese avversarie. L’ex Real Madrid è un Signor giocatore, un po’ selvaggio ma molto di spinta e si è visto anche con la Lazio: il lato sinistro può essere un fattore decisivo. La Juventus è una squadra che ti viene a prendere molto alto, quindi la costruzione del Milan non sarà facilissima però riescono spesso ad uscire bene palla al piede con i due centrali difensivi ed i due mediani. Kessie e Bennacer hanno trovato il modo per giocare insieme con scambi veloci, di prima. E poi c’è Ibra che, anche se cammina, è sempre un bel camminare. E’ un Milan che sta bene, chi se ne frega di quello che accadrà. Il gruppo non si è fatto destabilizzare da tutto il resto, questo è merito soprattutto di Pioli. La partita non sarà facile, la Juve è davvero tanta roba ma non si sa mai cosa succede: Inter-Bologna ne è l’ennesima prova”.

Quanto peseranno le assenze di Dybala e De Ligt?

“De Ligt è eccezionale quando deve difendere uomo contro uomo, ha imparato a lavorare con l’intero reparto ma l’ho visto ancora un po’ in difficoltà a Bologna nell’inizio azione. Giustamente Mihaljovic ha bloccato a uomo Bonucci per lasciare spazio all’olandese che è stato un po’ impreciso in alcune circostanze, ma quando sale palla al piede è molto intelligente. Dovrebbe giocare Rugani che è uno che sa come si gioca a pallone. La ripresa di Dybala è devastante, ormai segna sempre la rete che ti sblocca la partita e che toglie quel peso alla squadra. E’ come se dicesse “Mi prendo io la responsabilità di aprire la gara”. Tutti sanno la giocata che vuole fare, eppure quasi nessuno riesce a fermalo. Mancherà questa sua capacità di sbloccare la partita, mancherà quella sua capacità di attirare i difensori avversari per liberare gli spazi. Però Sarri avrà un’altra soluzione come Higuain, sarà una partita importante per il Pipita che dev’essere sentirsi amato per rendere al meglio”.

Quali mosse di mercato ti aspetti dalla Juventus nel prossimo calciomercato?

“Il rinnovo di Dybala senza dubbio, non si tocca. Poi bisogna trovare un altro centravanti, Milik piace molto a Sarri. Il prossimo attaccante della Juventus può essere lui, ora c’è da vedere come si accorderanno col Napoli. A centrocampo c’è da capire se Arthur può fare il regista, non a caso la Juventus vuole portare a Torino Jorginho in quel ruolo. Nel momento in cui perdi Pjanic devi trovare una soluzione nel reparto: Arthur può ricoprire quella posizione, Bentancur lo ha fatto ma si esprime meglio come mezz’ala per recuperare palloni alti con fisicità ma avere uno come Jorginho è tutta un’altra cosa”.

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