GdS - Bonucci si racconta: "Sarri unico, ho rimpianto la Juventus dopo essermene andato"

GdS – Bonucci si racconta: “Sarri unico, ho rimpianto la Juventus dopo essermene andato”

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Leonardo Bonucci è pronto a tornare in campo per la ripresa del campionato. Il difensore bianconero si è raccontato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha svelato qualche interessante retroscena sulla Juventus e la sua carriera:

LA QUARANTENA

In quarantena ho riscoperto il piacere della famiglia, fare colazione tutti insieme. Per i bambini non è stato facile perché a loro mancava la scuola. Io non ho visto nessuna partita di calcio siccome sapevo che mi avrebbe fatto male: non vedevo l’ora di tornare in campo, nello spogliatoio e con i compagni. Mi sono allenato sulla cyclette e il tapis roulant ma è difficile farlo senza obiettivi precisi come una data per la ripresa.

IL RITORNO IN CAMPO

Siamo carichi e pronti a riprendere: giocheremo contro il Milan e tutti i miei compagni sono in forma, nessuno è arrivato sovrappeso. Mister Sarri è molto contento di come ci alleniamo. Tutti hanno voglia di ripartire, segno della grande professionalità di questo gruppo. Cristiano Ronaldo è tornato come lo avevamo lasciato, incredibile.

LE AVVERSARIE

La Lazio mi preoccupa siccome quest’anno ci ha già tolto un trofeo ma non sappiamo se alcuni calciatori riprenderanno come avevano lasciato. Il Lione non sarà una squadra in difficoltà e in una gara ci giocheremo il 90% della stagione. Ad agosto verremo da un gran numero di partire e sarà fondamentale mantenere la concentrazione.

LA CARRIERA

Allegri è un maestro nel gestire lo spogliatoio e anche i tempi di ogni match. Sarri è unico: in questi mesi ha capito cosa significa essere alla Juventus, ha molta umiltà e voglia di migliorare, ci sono momenti di confronto continui con lui. La scelta di andare al Milan fu presa in un momento di poca lucidità dopo una stagione molto difficile ma quella stagione mi ha permesso di crescere come uomo, e guardandomi dentro ho capito che il mio posto era alla Juventus. Il ricordo più bello è a Trieste contro il Cagliari, quello peggiore la finale contro il Barcellona del 2015. L’attaccante più forte che ho affrontato è Zapata ma in bianconero avrei voluto giocare con Ibrahimovic, una persona buona.

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