ESCLUSIVA SJ - Paolo Montero: "Il 5 maggio 2002 è stata una ricompensa del destino per Perugia del 2000. Mi piacerebbe vedere Zidane sulla panchina della Juventus"

ESCLUSIVA SJ – Paolo Montero: “Il 5 maggio 2002 è stata una ricompensa del destino per Perugia del 2000. Mi piacerebbe vedere Zidane sulla panchina della Juventus”

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Leadership, cattiveria agonistica, durezza mentale, attaccamento alla maglia della Juventus. Tutto questo è stato Paolo Montero, una vera e propria Leggenda della storia bianconera che è stato raggiunto telefonicamente dal nostro Michele De Blasis. L’uruguaiano è attualmente allenatore della Sambenedettese in Serie C, società che ringraziamo per la disponibilità che ha dimostrato.

HA AVUTO QUALCHE RICHIESTA DALLA SERIE B? QUAL E’ IL SUO FUTURO DA ALLENATORE?

Non ho ricevuto nessuna offerta. Il mio futuro è ancora tutto da decidere, il contratto scadrà a giugno ma tutto dipende da ciò che vorrà fare Fedeli (il Presidente della Sambenedettese, ndr) che da tempo dice che vuole vendere la società per uscire dal mondo del calcio. Non leggo i giornali, vedo solamente qualche notizia per vedere se ripartirà il campionato di Serie C che secondo me si concluderà qui”.

COME SI COMPORTA CON I SUOI DIFENSORI? COME PROVA A SPIEGARE I SEGRETI DEL MESTIERE E COME REAGISCE AI LORO ERRORI? AD ESEMPIO MICELI E’ STATO SUPER TITOLARE NELLE PRIME 15/16 PARTITE GIOCANDO SEMPRE ALLA GRANDE, POI UN ERRORE CONTRO IL SUDTIROL ED E’ STATO LASCIATO IN PANCHINA PER MOLTE PARTITE

“A me piacciono le squadre propositive, come Bonucci e Chiellini i nostri difensori non devono avere paura di saper affrontare l’avversario nell’uno contro uno. Mi piace molto confrontarmi con i giocatori, quando sbagliano voglio sempre parlare con loro come mi hanno imparato gli allenatori che ho avuto in passato. Con Miceli ho fatto una scelta tecnica, non è stata una punizione. Gli ho dato la mia spiegazione e gli ho detto come e dove può migliorare, lui ha accettato senza problemi”.

A QUALE ALLENATORE SI ISPIRA?

Sicuramente Lippi perchè è stato l’allenatore che ho avuto per più tempo, ma anche ad Ancelotti, Guidolin, Mondonico, Prandelli. Sono stati tutti importanti per me, ovunque sono andati hanno fatto benissimo: Prandelli a Firenze ad esempio, così come Guidolin ad Udine, Mondonico ha fatto la storia del Torino. Ho rubato un po’ tutto da tutti, come ho detto prima l’importante per me è confrontarsi con i giocatori per formare un gruppo. Sto seguendo un Master per allenatori a Coverciano dove anche Massimiliano Allegri ha parlato con noi e siamo sulla stessa lunghezza d’onda: è difficile fare le cose semplici. Lippi ed Ancelotti sono grandissimi allenatori, ma anche Allegri lo considero come uno di loro”.

NEL MOMENTO DEL SUO APPRODO ALLA JUVENTUS, DAL PUNTO DI VISTA UMANO COME E’ MIGLIORATO? E COSA HA TRASMESSO LEI AI COMPAGNI?

“Stando a contatto con dei grandi campioni cresci, ad allenarti continuamente con loro rimuovi pian piano che lacune che hai. La Juventus mi ha insegnato come lavorare e migliorare, mi ha cambiato la vita. Al di là dei grandi campioni, in quello spogliatoio c’erano grandissimi uomini ed è per questo che hanno vinto tutto”.

QUALI SONO LE PRINCIPALI DIFFERENZE CHE HA TROVATO ALLA JUVENTUS RISPETTO ALL’ATALANTA?

“Lippi mi ha sempre voluto alla Juventus, ho fatto degli ottimi anni all’Atalanta e sono arrivato dopo due anni che spingeva per avermi. Anche Moggi e Giraudo mi hanno sempre confidato questa ammirazione che il Mister aveva per me. In quegli anni avevo la rinominata per le molte espulsioni che prendevo, quando sono arrivato a Torino mi hanno sempre spiegato di essere più maturo. Nell’Atalanta giocavo per la lotta salvezza, alla Juve per vincere tutto: è questa la differenza. Con la Juventus avevo uno spirito più offensivo, ho imparato a giocare a metà campo ed affrontare l’avversario nell’uno contro uno”.

IL PERSONAGGIO ZIDANE

“Un grandissimo uomo, non c’è nessun compagno con cui ha giocato che ti parlerà male di lui: è molto umile, molto semplice. Nonostante la sua popolarità gira per Madrid con la sua famiglia, esce con i suoi amici d’infanzia di Marsiglia. Mi piacerebbe un giorno vederlo sulla panchina della Juve. Tutti parlano di Guardiola, Klopp, Mourinho ma Zidane ha vinto 3 finali di Champions League consecutive quindi penso che è sottovalutato”.

IL SUO RAPPORTO CON ALESSANDRO DEL PIERO

“Un’altra persona eccezionale, umile, è un altro fuoriclasse con cui ho la fortuna di giocare”.

CI RACCONTI QUEL FAMOSO 5 MAGGIO 2002…

“Quando uscimmo dall’albergo per andare al campo avevamo un po’ di speranza di vincere lo Scudetto. Ricordo il silenzio religioso che c’era nel pullman, ma uno volta entrati nello spogliatoio ci siamo caricati tutti a vicenda. Com’è che si dice? La fortuna aiuta gli audaci. Sono sempre convinto che nella vita ciò che ti viene tolto ingiustamente ti tornerà prima o poi: a Perugia siamo stati 74 minuti nello spogliatoio ad aspettare la decisione di Collina quando il regolamento dice si deve attendere un massimo di 45 con la sospensione della partita. In quel 5 maggio del 2002 il destino ha chiuso un cerchio che si era aperto due anni prima. Una cosa che voglio sottolineare è che io le sconfitte degli altri non le festeggio, ovviamente voglio sempre vincere ma quando dei miei avversari perdono dei punti in campionato o perdono dei trofei non sto lì a celebrarli. Qualsiasi cosa che fai ti torna indietro, mi hanno sempre insegnato così”.

IL FUTURO DIFENSIVO DELLA JUVENTUS

“Togliendo quei due fenomeni di Bonucci e Chiellini, la Juventus è messa benissimo. La dirigenza ha dimostrato di lavorare alla grande, si è mossa in anticipo come sempre acquistando De Ligt e Demiral che hanno un futuro molto luminoso davanti a loro”.

QUALI SONO GLI ATTACCANTI PIU’ DIFFICILI CHE HA MARCATO?

Soffrivo molto quelli piccoli che non vedi, che giocano sulla linea del fuorigioco e che non ti davano punti di riferimento: Montella ed Inzaghi su tutti. Preferivo marcare gente fisica come Casiraghi, Batistuta, Vieri, Weah. Pippo (Inzaghi, ndr) era tremendo perchè giocava sempre dalla parte opposta dov’era il pallone, ti si metteva alle spalle sulla linea dei difensori per farti la trappola. Molte molte andava in fuorigioco, ma affrontarlo era un casino ogni volta”.

PER LA RINCORSA ALLA CHAMPIONS LEAGUE, CHI VORREBBE CHE VENISSE A TORINO?

“Non dev’essere un’alibi che a me non piacciono mai, ma io credo tanto nel pizzico di fortuna in determinate occasioni. Ricordo ad esempio la finale di Champions League contro il Barcellona, la Juventus li ha messi dentro l’area per 25′ minuti nel secondo tempo ma la palla non voleva entrare. Poi il calcio è così, giochi contro squadre forti che al minimo errore ti castigano. Non so che giocatori può acquistare la Juve per rinforzarsi perchè ha Cristiano Ronaldo, una delle coppie dei difensori centrali più forte degli ultimi 15 anni, un centrocampo da paura. Pogba è un fuoriclasse, farebbe sicuramente bene alla Juventus”.

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