Spadafora: "Se non ci sarà sicurezza saremo costretti a fermarci. Ripartenza? Strada sempre più stretta"

Spadafora: “Se non ci sarà sicurezza saremo costretti a fermarci. Ripartenza? Strada sempre più stretta”

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“Del domani non v’è certezza”. Potrebbe riassumersi così, con un celebre verso di Lorenzo de’ Medici, la situazione attuale del calcio italiano. A parlarne, ai microfoni di Omnibus su LA7, il Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora.

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Il Ministro, si è detto pessimista riguardo ad un ritorno in campo in tempi brevi: “Vedo un sentiero sempre più stretto. L’unica alternativa all’incertezza che oggi c’è sarebbe quella di seguire la strada già intrapresa da altri Paesi. Se fossi nei presidenti, penserei a organizzarmi per riprendere in sicurezza il nuovo campionato che dovrà partire a fine agosto. Consiglierei un piano B. Oggi e domani ci saranno audizioni tra FIGC e il Comitato Tecnico Scientifico sul protocollo medico da seguire.

Lo stesso Spadafora ha poi detto la sua sulle critiche ricevute in questi giorni: “Da Ministro sarei un pazzo a demonizzare il calcio e la Serie A. Portano denaro a tutto il sistema sportivo ma se non ci sarà sicurezza saremo costretti a fermarci. E’ assurdo che ci siano tre o quattro presidenti che non capiscono questa cosa. Tra l’altro non sappiamo nemmeno se ci siano tamponi a sufficienza. Entro pochi giorni comunicheremo se il protocollo per gli allenamenti sia attuabile e poi decideremo sull’eventuale ripresa”.

Sulla decisione della Francia ha poi aggiunto: “Ha deciso di fermarsi e non è stato l’unico Paese a farlo. Si tratta di una scelta importante che potremmo anche seguire, se dovesse diventare una linea europea”.

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