La Repubblica – Cellino positivo al Coronavirus: ”Ora stop al calcio. Assurdo si discuta ancora se giocare o no”

La Repubblica – Cellino positivo al Coronavirus: ”Ora stop al calcio. Assurdo si discuta ancora se giocare o no”

Massimo Cellino, presidente del Brescia è risultato positivo al Coronavirus, e si è espresso in maniera definitiva sulla situazione relativa alla ripresa del campionato e degli allenamenti:
“Dopo due settimane di quarantena a Cagliari sono stato in ospedale a fare dei controlli. È uscito fuori che mia figlia ha avuto il virus, mio figlio non ce l’ha avuto. E che io ce l’ho in atto. Sentivo stanchezza eccessiva e forti dolori alle ossa. E male al fegato. Ma non per il virus, è per il calcio. Ora stop al calcio. Assurdo si discuta ancora se giocare o no. La gente a Brescia mi difende, mi dice che vuole onorare i propri morti, si offende se riporto la squadra in campo. Io devo rispettare queste persone. Non ho paura di retrocedere, in B magari vado lo stesso ma tornerò in A, ho giocatori giovani e i conti a posto. Non accetto di non portare rispetto alla città di Brescia però. E se si gioca non lo decidono i club.
Infine si pronuncia anche sugli allenamenti in particolar modo della sua squadra:

I giocatori sono spaventati. Ho lasciato a disposizione il centro sportivo, ma sono venuti solo 4-5 giocatori e li capisco. Due, Joronen e Bjarnason, si sono stirati dopo 3 minuti di corsetta. Magari è una casualità ma come facciamo a giocare così? Anche a porte chiuse in uno stadio entrano novecento, mille persone: oltre a tutti i tesserati ci sono addetti alle luci, cameramen, idraulici, addetti all’antidoping, arbitri, delegati, ispettori Figc,e della Lega, medici, steward”.

Orgogliosamente flegrea, porto nel giornalismo la tenacia tipica delle mie radici di Pozzuoli. Lavoro dal 2018 per il network Nuovevoci, occupandomi di sport e comunicazione a 360 gradi. Dopo aver approfondito la mia formazione con due Master, tra cui quello alla Cattolica di Milano, ho scelto di applicare il rigore dell'analisi sportiva al racconto della Juventus. Scrivere delle grandi realtà del calcio nazionale è per me la naturale evoluzione di un percorso nato per amore di questo sport.

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