Papu Gomez: “Se mordi le caviglie dei campioni della Juve li trasformi in giocatori normali”

Papu Gomez: “Se mordi le caviglie dei campioni della Juve li trasformi in giocatori normali”

Impegnata stasera contro il Valencia, l’Atalanta si prepara alla Champions League, e il suo capitano Alejandro Gomez è già entrato in clima partita. Il Papu ha rilasciato un’intervista a “El Pais” sul cammino della Dea, in cui si sofferma anche sulla partita contro la Juventus, spiegando le contromisure prese da Gasperini:

“Sapevamo di rischiare il contropiede, ma questo ci dà più vantaggi che problemi. Ecco perché segniamo così tanti gol. Preferiamo rischiare in questo modo e non tornare tutti in difesa. Puoi difenderti con dieci uomini davanti all’area, ma senza la possibilità di andare aggressivo, senza mordere o spingere. Quando giochi contro una squadra che ha tre-quattro campioni se non li attacchi entrano ovunque. È così che abbiamo fatto contro la Juve: se inizi a morderli, se non li lasci girare, se li costringi a giocare spalle alla porta, quello che è un fenomeno finisce per essere un giocatore normale, perché inizia a sbagliare. Giochiamo meglio quando ci aspettano chiusi dietro. È normale!”

E nell’intervista, Gomez non si è fatto scappare una frecciata all’Inter:

SCHEMA SEMPRE UGUALE

L’Inter fa sempre la stessa giocata: esce dalla difesa, il difensore centrale dà palla all’esterno che di prima va dagli attaccanti, Lukaku e Lautaro che devono far salire la squadra. Uno la protegge e l’altro la rigioca dietro facendo salire la squadra. Quando abbiamo giocato contro di loro avevamo i centrali corpo a corpo sui loro attaccanti per recuperare palla ed attaccarli. Abbiamo preferito rischiare in questa maniera e abbiamo creato dieci occasioni da gol, con un po’ di fortuna potevamo vincerla”.

Orgogliosamente flegrea, porto nel giornalismo la tenacia tipica delle mie radici di Pozzuoli. Lavoro dal 2018 per il network Nuovevoci, occupandomi di sport e comunicazione a 360 gradi. Dopo aver approfondito la mia formazione con due Master, tra cui quello alla Cattolica di Milano, ho scelto di applicare il rigore dell'analisi sportiva al racconto della Juventus. Scrivere delle grandi realtà del calcio nazionale è per me la naturale evoluzione di un percorso nato per amore di questo sport.

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