Razzismo: a Verona cori contro Balotelli, e il calcio italiano muore (di nuovo)

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Ancora una volta, il calcio italiano si fa protagonista di un immondo atto razzista.
Durante la partita VeronaBrescia, la tifoseria scaligera inizia a scalgliarsi contro Mario Balotelli, il quale, sfiancato e arrabbiato, si lascia andare ad un atteggiamento furente: al 10′ minuto della ripresa l’attaccante del Brescia scaraventa la sfera di gioco in direzione degli spalti dai quali arrivavano gli insulti. Balotelli ha poi minacciato di lasciare il campo, ma la solidarietà dei compagni di squadra e anche degli avversari, lo hanno indotto alla calma.
L’arbitro Mariani ha sospeso il gioco fino all’annuncio dello speaker dello stadio he minacciava la sospensione della partita in caso di ulteriori cori razzisti.
SuperMario, anche se visibilmente insofferente, è rimasto sul rettangolo di gioco, segnando anche il gol del 2-1, inutile ai fini del risultato finale.
Un atteggiamento comprensibile quello dell’attaccante delle Rondinelle, che conferma uno stato di arretratezza culturale (purtroppo) diffusa tra molti tifosi italiani, se tali possono essere definiti.
Ci vorrà ancora molto tempo affinché una tale idiozia possa placarsi. Gli organi preposti, costantemente a lavoro, ripongono tanta fiducia nei tifosi, quelli giusti, e sperano nel loro continuo aiuto per individuare i soggetti rei di atteggiamenti deprorevoli come quello del Bentegodi.
A quanto pare, però, tutto questo al momento non basta. C’è bisogno di sanzioni più rigide, di un polso più duro, nella speranza che qualcosa possa davvero cambiare.

Francesco De Ruvo

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