Chiellini e Barzagli: otto volte grazie!

Chiellini e Barzagli: otto volte grazie!


Correva l’anno 2011 e sulla panchina della Juventus c’era un certo Antonio Conte. Uno che guardi ed esclami: “Non posso dimenticare una persona del genere“. Era la Juventus della rinascita, quella di tutti, che spodestò il Milan a suon di record, senza perdere una partita di campionato. Il meraviglioso ciclo bianconero nacque lì, con quegli uomini, con una società forte e sana. Ebbe inizio la favola: il primo di otto scudetti e un dominio assoluto, in Italia, che rimarrà nella storia del calcio.

CHIELLINI E BARZAGLI: GLI ETERNI

C’erano anche Barzagli e Chiellini in quella Juventus targata Conte. Gli unici due dell’attuale rosa bianconera ad aver festeggiato tutto con la maglia della Vecchia Signora, a partire da quel 2011. Due pilastri della difesa che formavano con Bonucci la BBC. Una retroguardia implacabile, vero e proprio punto di forza di Madama. Due- per intenderci- che hanno vissuto tutto: dalle imprese eroiche alle cadute, come quella contro il Galatasaray o le finale di Champions. Due certezze: ci sono sempre stati, nel bene e nel male. Si sono, spesso, presi i giovani e li hanno trascinati al successo, imponendo la mentalità Juventus. Quella della fame e della voglia di vincere sempre, col lavoro e col sudore. Hanno indicato la via che porta, oggi, a celebrare un successo storico.

eva

Andrea Barzagli concluderà col calcio giocato a termine di questa stagione. Campione del mondo 006 con la nazionale italiana, l’ex Wolfsburg è stato il Cicerone della Juventus. Come ha sottolineato Chiellini, ieri, in un’intervista post-partita, Barzagli è come il vino e dovrebbe continuare ma è giusto che si fermi, se è quello che vuole. I troppi infortuni, occorsi durante la carriera, spesso, l’hanno frenato. Lui è riuscito comunque a rialzarsi e prendere per mano la sua squadra. Merita un grande tributo finale.

Poi, Chiellini. Un difensore eccezionale per fisicità e a livello tattico. Uno dei migliori al mondo. Giorgio è sempre stata la prima scelta in difesa, consci che sarebbe stato al posto giusto al momento giusto. Il processo di crescita di questi otto anni l’ha visto assoluto protagonista. La Juve era, nel 2011, il sogno di molti tifosi, si voleva tornare a vincere e convincere. E’ diventata un incubo, per gli altri, in pochissimo tempo. Senza sbagliare più nulla. Dalle parole ai fatti. Perchè vincere aiuta a vincere, ma quando si perde, servono uomini come Chiellini e Barzagli.

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