Allegri parafulmine e accentratore: così ha gestito gli attimi prima di Juventus-Atletico

Allegri parafulmine e accentratore: così ha gestito gli attimi prima di Juventus-Atletico


“Martedì abbiamo una partita: se passiamo, bene. Se non passiamo, pazienza, ci proveremo l’anno prossimo”. A chi parlava di un’ipotesi di fallimento, con le ombre dei dubbi che s’aggiravano sull’ambiente Juve, Massimiliano Allegri aveva risposto così. Trasformando, di fatto, in una partita ordinaria una gara che in realtà appariva da mille e una notte. Un’azione pensata, quella di svuotare la squadra dalle preoccupazioni e dalle pressioni di una vigilia già disfattista. Allegri lo sa: la pressione aiuta se è positiva, non quando alimenta dubbi e dietrologie. E Allegri sa, inoltre, che la serenità di un ambiente è il punto cardine su cui costruire le imprese.
Max s’è gettato, nelle ultime tre settimane, in pasto alle critiche. Ha fatto da parafulmine ad una squadra che non trasmetteva le giuste garanzie. Compito primo di un allenatore, di un gestore.
Allegri è un gestore di risorse tecniche e umane, certo, ma anche di attimi. Dal piano comunicativo a quello tattico, ogni attimo che precedeva Juventus-Atletico è stato gestito con sapienza e arguzia. Ha depressurizzato la squadra, l’ha caricata e ha accentrato su di sé anche dubbi di natura di mercato. Saggio minimizzare le voci sul futuro, pur con un avvenire tutt’altro che definito. Anzi. Gli ottimi rapporti con la società, svelati nelle ultime conferenze, tengono a mostrare un’immagine, magari neppur troppo veritiera, di una serenità intaccabile. Il resto è tattica, è aver tratto il meglio da alcuni interpreti non sempre al top (es. Bernardeschi) e aver tenuto alta la preparazione anche delle seconde linee (es. Spinazzola). Tre settimane difficili, ma comunque piene di vittorie, gestite alla grandissima. Poi non si limita tutto all’uso delle parole giuste, al compattare, al preparare. Serve trasmettere fame, aggressività, voglia di svolgere bene i dettami del mister a tutti i costi. Con un Ronaldo così, un plus di un livello superumano, anche le imprese poi diventano – con merito – fattibili. Ma la tripletta del portoghese non nasconda i meriti di Allegri. Dopo Napoli Cristiano aveva i suoi dubbi, ora spazzati via da un uragano. E ora la stagione della Juve prende una piega capovolta: ora c’è realmente serenità e la consapevolezza che davvero tutto è possibile.

VITTORIO PERRONE
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