Cinico e pragmatico, semplicemente Moise Kean

Cinico e pragmatico, semplicemente Moise Kean


Chiamatelo predestinato, chiamatelo baby talento, chiamatelo promessa. Chiamatelo come volete, il nome non cambia la realtà dei fatti, non cambia la sua vera natura, non cambia ciò che lui è realmente: semplicemente Moise Kean. Il giovane attaccante ha dimostrato ancora una volta forza, carattere, grinta. Ha tutte le carte in regola per giocare in una grande squadra come la Juventus e a soli 18 anni ha già conquistato il pubblico bianconero.

KEAN, CINICO, PRAGMATICO E SPIETATO

Nel calcio, giocare con continuità è essenziale: ti dà carica, forma fisica ottimale e capacità di affrontare al meglio ogni gara. Ma questo Moise Kean non lo sa, e ogni volta che Allegri lo butta nella mischia, fa la partita della vita.

Contro l’Udinese il giovane attaccante ha sfoderato una prestazione di centravanti di livello. Due gol, un rigore procurato e tantissima qualità. Kean ha dimostrato di essere davvero di un altro livello. A soli 18 anni ha il carisma per scendere in campo, una volta ogni tanto, e di giocare come se fosse un giocatore d’esperienza, un titolare fisso.

Ogni volta che Allegri decide di chiamarlo in ballo, Kean si fa trovare pronto, e puntualmente mette il suo zampino e finisce nel tabellino dei marcatori. Era successo due anni fa, contro il Bologna, quando fu il primo 2000 a segnare in Serie A. Era successo quest’anno in Coppa Italia, sempre contro i rossoblù, quando mise a segno un dei gol del successo bianconero. È risuccesso ieri, contro l’Udinese, e questa volta Kean non si è accontentato solo di un gol, ma ne ha voluti fare due, procurandosi anche un rigore.

UNA PARTITA PERFETTA

Il primo gol, da centravanti puro con spaccata in area di rigore, è arrivato dopo soli 11 minuti. Il raddoppio invece è arrivato al 39′, quando dopo una bellissima azione personale ha insaccato la palla in rete dalla distanza. Non solo gol nella meravigliosa gara di Kean. Il centravanti si è procurato anche il rigore, grazie ad un fallo di Opuku proprio su di lui, e ha avuto un ruolo anche nell’azione che ha portato al colpo di testa di Matuidi.

Al 79′ Kean ha lasciato il campo, e il popolo bianconero, più spaccato che mai, si è unito per tributargli un dovuto applauso. Un carattere simile, una capacità di entrare in gara nonostante giochi molto poco, sono davvero fuori dal comune, ma Kean, a soli 18 anni, è già un fuoriclasse. L’attaccante è il futuro della Juve e lo ha dimostrato più volte, facendosi trovare pronto in ogni occasione: non a caso presto arriverà anche il rinnovo.

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