La Juventus si è ritrovata appena in tempo

La Juventus si è ritrovata appena in tempo

Gli scettici e i fomentatori d’odio riproporranno la solita solfa. Quella monotona e sterile presa di posizione che ha l’unico scopo di dare voce ai reietti del mondo del pallone. La Juventus gioca contro la sua squadra satellite e vince. Non uno, non due ma tre a zero. Da sassuolo a Scansuolo il passo è breve insomma.

E invece la squadra di De Zerbi – al netto delle manfrine da bar – nei primi dieci minuti ha riproposto tutti i fantasmi che hanno spaventato Allegri e i suoi ragazzi nel mese passato. Prima con Sensi, poi con Djuricic, abile approfittatore dell’errore (l’ennesimo) difensivo di Rugani su cui è servito un monumentale Szczesny (sicuramente da rivedere in occasione di quell’uscita avventata sulla trequarti nel secondo tempo) ad evitare sia il gol che il rigore: il Sassuolo ha messo a nudo tutte le debolezze, fisiche e psicologiche, della Juventus. Le difficoltà iniziali, però, hanno innescato la reazione, e come il migliore dei diesel, i Bianconeri, dopo quindici minuti hanno preso in mano la gara con la ritrovata determinazione e l’hanno portata a casa.

La Juventus non è mai stata in crisi, ma sicuramente la gara del Mapei ha scacciato via più di un problema e ha regalato più di qualche conferma. Allegri non si può discutere, per la gestione del gruppo sotto molteplici profili, tattici e umani. Per dirne una: Bernardeschi ha portato a casa una prestazione sontuosa, giocando dietro alle punte in marcatura costante di Sensi, estremamente limitato dalla pressione dell’ex Viola, e rendendosi anche pericoloso in attacco in più di un’occasione.

LA CHIAVE: LA GESTIONE DEL GRUPPO

E poi Dybala: magistrale il modo in cui il tecnico livornese fa sentire la sua voce, impone la sua autorità senza mai creare scompigli eccessivi. La coesione tra i giocatori è tutta sintetizzata nell’esultanza “crossover” di Ronaldo, una “SIIIUUU Mask” – come è stata già denominata dai tifosi sui social – che rende perfettamente la dimensione di uno spogliatoio in cui c’è rispetto, armonia e condivisione. Elementi decisivi nel perseguimento delle vittorie. La Juventus si è ritrovata, ammesso che si fosse mai smarrita, e lo ha fatto appena in tempo.

Orgogliosamente flegrea, porto nel giornalismo la tenacia tipica delle mie radici di Pozzuoli. Lavoro dal 2018 per il network Nuovevoci, occupandomi di sport e comunicazione a 360 gradi. Dopo aver approfondito la mia formazione con due Master, tra cui quello alla Cattolica di Milano, ho scelto di applicare il rigore dell'analisi sportiva al racconto della Juventus. Scrivere delle grandi realtà del calcio nazionale è per me la naturale evoluzione di un percorso nato per amore di questo sport.

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