Douglas Costa ritrovato: è lui l'acquisto di gennaio

Douglas Costa ritrovato: è lui l’acquisto di gennaio


Se l’infortunio di Mandzukic (fortunatamente meno grave del previsto) a primo impatto era apparso a tutti come una sciagura irrisolvibile, in molti si saranno ricreduti dopo la trasferta di Coppa Italia e la gara di Supercoppa. Sia ben chiaro, il guerriero croato serve a questa Juve come gli spinaci a Popeye, ma il suo “sostituto” è stato in grado di farci vivere con minor magone la sua assenza. Già, perché il Douglas Costa visto nelle ultime due uscite bianconere è tornato a essere quel proiettile impazzito che avevamo precedentemente conosciuto, capace di creare scompiglio negli avversari e di dare imprevedibilità alla manovra offensiva della squadra di Allegri.

FORREST COSTA

Anche a Gedda il brasiliano si è rivelato l’arma in più dei bianconeri, escludendo Cristiano Ronaldo (con lui, infatti, si esce necessariamente dalla dimensione umana). Con un Dybala sottotono, autore di qualche fiammata isolata, è toccato a Douglas Costa far ammattire i difensori rossoneri, spesso non in grado di stare al suo passo e costretti a fermarlo nell’unico modo possibile, con una trattenuta o un “calcetto tattico”. L’ex Bayern Monaco è così, un fulmine a ciel sereno che squarcia le difese avversarie, tanto pericoloso (per gli altri) quanto bello da vedere (per noi, e per gli amanti del calcio più in generale).

LA RINASCITA DI DOUGLAS COSTA

Ora finalmente possiamo dirlo, magari sottovoce, per non sembrare troppo avventati nei giudizi: Douglas Costa è tornato. Già, ma dov’era finito? Per rispondere a questa domanda bisogna tornare indietro nel tempo, e più precisamente a quel “maledetto” 16 settembre dello scorso anno. Quello sputo a Di Francesco in Juventus-Sassuolo, quelle quattro giornate di squalifica, quel folle gesto che tanto aveva fatto discutere. Un mese senza Serie A per il brasiliano, quattro settimane lontano dai campi di gioco, il suo habitat naturale. Da quel momento, nulla fu più come prima: pochi spezzoni in campo per Costa, incapace di sfruttare al meglio le poche opportunità concesse da mister Allegri.

LA STORIA NON SI RIPETE

“Si tratta della sindrome di Krasic“, tuonarono i grandi esperti di calcio, ricordando il declino del’ex esterno offensivo bianconero dopo la squalifica di Bologna per simulazione. Ma se, almeno simbolicamente, l’avventura piemontese della “freccia serba” finì nel capoluogo emiliano, quella di Douglas Costa sembra essere ripartita proprio dal Dall’Ara, per poi proseguire in quel di Gedda. Due luoghi così distanti, che però hanno immediatamente riavvicinato Costa al mondo bianconero, e hanno permesso al calciatore di lanciare un messaggio importante a tutti coloro che erano pronti a etichettarlo come una meteora: “flash” è tornato, e ora provate a fermarlo.

Simone Nasso