Young Boys-Juventus, parla Soane: "Possiamo portare a casa un punto, non mi aspetto regali"

Young Boys-Juventus, parla Soane: “Possiamo portare a casa un punto, non mi aspetto regali”


Dopo l’allenamento mattutino sul campo di Berna, lo Young Boys è ufficialmente pronto ad affrontare la Juventus di Massimiliano Allegri, in una gara che sulla carta non dovrebbe regalare grosse sorprese. Non è dello stesso avviso Soane, tecnico degli svizzeri, che in uno Stade de Suisse tutto esaurito sogna di fermare “l’invincibile armata” bianconera, per realizzare un’impresa che resterebbe in eterno nella storia del club.

Proprio il tecnico dello Young Boys, alle ore 13, si è presentato in conferenza stampa insieme al centrocampista Michel Aebischer, per affrontare i temi della vigilia. Riportiamo qui di seguito le domande rivolte ai due protagonisti.

AEBISCHER

Cosa c’è in palio per quest’ultima partita?

“L’onore. Poter vincere l’ultima partita possibile e ridare al pubblico qualcosa per ringraziarli del calore”.

Cosa è cambiato, se è cambiato qualcosa, nella testa dei giocatori dalla prima partita?

“Nella prima partita c’era tanto rispetto nei confronti degli avversari, ma adesso ci stiamo rendendo conto che possiamo competere e se riusciremo a esprimerci al meglio potrebbero arrivare anche soddisfazioni”.

Giocherete con il centrocampo a tre?

“Non faccio io la formazione, domani si vedrà”.

SOANE

Cosa c’è in palio per l’ultima partita?

“La Champions ha le migliori squadre, lo Young Boys in una giornata importante e con l’avversario non in giornata può portare a casa almeno un punto”.

All’andata la Juve ha vinto 3-0, cosa si aspetta oggi?

“Difficile da dire. Abbiamo fatto passi avanti, contro Valencia e Manchester abbiamo mostrato di stare meglio e avere un calcio più offensivo”.

Come si rimpiazza un giocatore importante come Sulejmani?

“Sicuramente mancherà alla squadra, gli auguro una buona guarigione. Abbiamo però giocatori bravi che lo possono rimpiazzare”.

Tra il campionato svizzero e la Champions c’è grande differenza. Quali possono essere i motivi? 

“La Champions è più dura, i giocatori sono più difficili da marcare. Giocatori della qualità di Dybala e Cristiano Ronaldo non si trovano così spesso. Senz’altro rispetto alla Juve ci manca esperienza”.

Sette giocatori della Juve erano a vedere Boca-River. Secondo lei indica che non prendono sul serio questa partita?

“Non è mio compito criticare gli altri. Credo che la Juve affronterà questa partita al massimo del suo potenziale e non mi aspetto regali”.

Come pensa di poter contenere Cristiano Ronaldo?

“Contenere grandi campioni come lui è molto difficile, a volte impossibile. Però se tre persone marcano Ronaldo gli altri restano da soli, quindi bisogna difendere collettivamente. È difficile, ma siamo contenti di affrontarlo”.

 

SIMONE NASSO

 

 

 

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