A Natale siamo tutti più buoni... anche con gli esterni

A Natale siamo tutti più buoni… anche con gli esterni


Festeggiare la ricorrenza più sentita dell’anno, il Natale, accomuna molte tendenze culturali e sociali, al di là delle proprio credenze religiose e, diciamolo pure senza timore di unire il sacro al profano, calcistiche. Anche perché siamo sicuri che in molti al giorno d’oggi hanno molto più a cuore il destino della propria squadra rispetto a quello di Cristo e dei vari santi, di cui si conosce già la storia. E questo aspetto non è una cosa brutta, semplicemente, occorre rispettare i punti di vista di ognuno, perché ogni persona ha i propri buoni motivi per le scelte che fa.

Rispetto

Una parola che fa quasi paura, ma di cui spesso si abusa. Il rispetto, appunto, verso tutti, sempre e comunque (con un buon limite alla decenza). Vi propongo un esempio: Stephan Lichtsteiner. Terzino svizzero in fase calante, e arrivati a questo punto della carriera si può dire senza far torto a nessuno, con un caratterino di quello che non si augura ai propri figli.

Eppure, nonostante alcune uscite sul campo, qualche parola di troppo nei confronti dell’arbitro, e qualche diatriba di troppo, il signor Stephan Lichtsteiner ha sempre rispettato il suo dovere di scendere in campo e di dare il meglio di sé, ogniqualvolta è stato chiamato in  causa.

Il silenzio, l’arma più efficace

Certamente, a volte le sue prestazioni lasciano molto a desiderare, non siamo più di fronte a quel trenino svizzero che un tempo macinava chilometri sul suo lato destro. L’età che avanza (ma non ancora avanzata) e una serie di scelte a livello tecnico e societario lo hanno messo ai margini di un progetto che non lo vede più coinvolto appieno.

Gli viene spesso preferito De Sciglio per ragioni anagrafiche, e probabilmente non solo, ed è stato escluso in modo categorico dalla lista Champions (il che ha portato non pochi problemi logici visto il periodo di assenza dello stesso Mattia, che hanno costretto Sturaro o Barzagli a sostituirlo sulla fascia). Con il contratto in scadenza che si ritrova, si è di fronte ad un caso di addio prestabilito e pressoché certo.

Altro lato, altro problema

Sulla fascia sinistra la questione è assolutamente diversa. Alex Sandro è in pieno recupero, e dopo diverse prestazioni sufficienti lo si può dire senza timore. Ciononostante la sua decisione definitiva è più incerta che mai. La sua volontà di essere ceduto nella scorsa estate è ormai nota, ma prescindere da questo, il problema, se così lo si vuole chiamare per convenzione, non fa strappare i capelli a nessuno. Il terzino brasiliano ha un ottimo mercato e le cifre con cui si andrà a trattare saranno (eventualmente) altissime.

Tuttavia, entrambi i giocatori, caduti nell’occhio del ciclone appunto per ragioni diverse, meritano di essere rivalutati. A livello morale il web non fa mai sconti a nessuno, e, con lo svizzero soprattutto, ha sempre la battuta o il meme pronto. Ma gli anni trascorsi in mezzo ai trofei non si possono dimenticare, e la valutazione che gli stessi “senatori” fanno di questi giocatori dovrebbe far riflettere un po’ tutti. Almeno in questi giorni natalizi e felici. Poi, sul campo, ogni insulto può essere perdonato, perché si può essere buoni finché si vuole, ma quando ci vuole ci vuole! Tanti auguri a tutti.