Tavecchio alle dimissioni: ''Speculazione a limiti impossibili''

Tavecchio alle dimissioni: ”Speculazione a limiti impossibili”


Carlo Tavecchio ha rassegnato le sue dimissioni. Queste le parole complete della conferenza stampa tenutasi alcuni minuti fa:

”Ho rassegnato le dimissioni e come atto politico ho chiesto anche quelle del consiglio federale. Penso che siamo arrivati ad un punto di speculazione che ha raggiunto limiti impossibili. Il quadro politico fino a stamattina non era cambiato. La Lega Pro non è stata mai alleata nella maggioranza. Nella riunione della settimana scorsa addirittura mi era stato inviato il documento programmatico che avrei dovuto allegare ed io con assoluta buona fede avevo interpretato il fatto con la speranza di costruire qualcosa per questo sistema sportivo. Un sistema sportivo che si permette di prendere decisioni gravi quando il fornitore delle risorse (Serie A e Serie B) è assente”.

”Carlo Tavecchio non faceva il presidente per interessi personali. Il Commissario di Milano doveva essere il presidente della Federazione, perché quella è la fonte alla quale bisogna fare riferimento, e non ad altre. Noi viviamo di mezzi e di sussistenze proprie che mantengono il sistema calcio. Abbiamo dato circa 30 milioni al Coni negli ultimi anni, e quasi 50 era la minor contribuzione del sistema italiano attraverso i fondi pubblici. Di questi fondi nemmeno un euro è entrato per gli interessi della Federazione. Sono stati tutti girati per le designazioni e per gli arbitri”. 

”Stiamo valutando per un interesse sportivo. Ieri sera il presidente del Coni ha detto che il ct lo ha scelto Lippi. Io non l’avevo mai detto, adesso lo sapete. Carlo Tavecchio paga per aver scelto Ventura. A questo punto il problema è molto semplice. Abbiamo perso il Mondiale e Carlo Tavecchio è disperato. Non come presidente ma come Carlo. E questo sarebbe un atto di debolezza? Questa è la filosofia che sta alle spalle di un sistema sportivo?

”Se quel palo fosse entrato Carlo Tavecchio era un grande? No era uguale! Le riforme devono essere fatte per un sistema generale, non per un campo da calcio. Da tre anni vivo con i ragazzi, sono stato un mese a giocare a boccette in Francia con loro. L’Italia è la prima Nazione che investe nel Calcio internazionale. Credete che le quattro squadre in Champions sono state date perché Carlo Tavecchio è vestito in giacca blu?”.

Abbiamo un equilibrio di bilancio da fare invidia a chi è quotato in borsa, e di questo do atto ai miei colleghi della direzione generale per il lavoro fatto. Questa è gente di valore, gente che lavora nell’interesse generale del sistema. Abbiamo introdotto la Var: ho una lettera del 2014 in cui scrivo a Blatter per avere la tecnologia in campo. Il calcio mi ha dato molto, la Lega dilettanti moltissimo, la mia squadra ancora di più”. 

 

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