Rugani e la panchina: questo matrimonio non s’ha da fare

Puntualmente, in casa Juventus, dopo una prestazione difensiva poco convincente, ci si trova a parlare di Rugani. Inevitabile. Con l’addio – ormai piuttosto digerito – di Bonucci, il ragazzotto ex Empoli alla vigilia della stagione doveva essere il diretto interessato a prendere il posto di leader tecnico della difesa. Beninteso, qui si parla della capacità di farsi carico del peso della manovra che parte da dietro, un concetto squisitamente tecnico, appunto: l’esperienza e il carisma sono attributi che fanno ancora di Chiellini e Barzagli i propri portatori principali. Per Rugani, comunque, ci sarà tempo per arrivare a coniugare attitudine da trascinatore ad una tecnica sopraffina.

STATISTICHE CHIAVE

Tornando alla questione: il classe ’94 avrebbe dovuto essere il punto di riferimento di una difesa orfana di uno dei migliori difensori sulla piazza. Sicuramente il passo avanti rispetto all’anno scorso c’è stato dal momento che la presenza in campo del numero 24 è sensibilmente aumentata. La sensazione, però, è che questi meriterebbe molto più spazio, e non è assolutamente una congettura di circostanza dovuta ad elucubrazioni in stile ”cosa sarebbe successo se ci fosse stato lui al posto di…?”. Già in Champions League si era avuta l’impressione che il biondo difensore meritasse di essere messo alla prova, per provare finalmente a fare il salto di qualità. Le statistiche fanno emergere, però, un dato importante anche in relazione al campionato:

In soldoni: vuoi per una maggiore solidità fornita dalle prestazioni del giocatore stesso, vuoi per una sorta di meccanica fortunosa, con Rugani in campo la Juventus prende meno gol. Perché allora continuare a relegarlo in panchina anche quando non ce n’è bisogno? Il ragazzo non sembra assolutamente essere fuori forma. Le prestazioni offerte quando gli è stata concessa la possibilità di mettersi in mostra lo hanno dimostrato, così come le statistiche in questione. Turnover? Ad inizio anno ha poco senso ed è poco funzionale preservare un giovane di 24 anni. Allora qual è il problema? Si ha paura di gettare un ragazzo nella mischia? Si ha paura di osare puntando sulla garanzia dell’esperienza dei vari Benatia, Chiellini e Barzagli? Spesso le congetture da fare sono poche, non ci sono tatticismi ma solo dogmi inamovibili degli allenatori. Speriamo solo che Allegri faccia caso ai numeri, questo matrimonio (imposto) tra Rugani e la panchina non s’ha da fare, né mo né mai!

 

Vincenzo Marotta