Bernardeschi, 5 motivi per dire sì

Bernardeschi, 5 motivi per dire sì


Una trattativa lunga ed estenuante. Quasi due mesi, passati tra discussioni su parte fissa, bonus, una volontà decisa e decisiva, ostentata anche attraverso assenze e certificati medici. Poi, alla fine, il tutto si è sbloccato: 40 milioni di euro più una percentuale su un’eventuale futura rivendita. E Federico Bernardeschi è diventato un calciatore della Juventus. Un acquisto che, da un lato, ha creato tanti entusiasmi – basti vedere quanti tifosi c’erano al suo arrivo al JMedical – ma dall’altro ha creato qualche malumore. Nelle gerarchie, infatti, Bernardeschi ha scalzato Patrik Schick – che era sembrata la prima scelta, salvo poi esserci l’insorgenza di problemi di natura diversa – e Balde Keita. Ma perché Federico è stata la scelta giusta? Vediamo i cinque motivi principali.

ESPERIENZA E CARISMA NONOSTANTE L’ETÀ

Federico è nato il 16 febbraio 1994. A fronte di una carta d’identità ancora molto clemente con lui – appena 23 anni -, Bernardeschi può vantare un’ottima esperienza. Non è il classico novellino di provincia, che deve abituarsi a palcoscenici intercontinentali e partite importanti. Ha giocato, infatti, già 62 partite in Serie A, segnando 14 gol. Con la Fiorentina, è andato in scena anche in Europa, prendendo parte a 18 match di Europa League, siglando 8 reti. Parliamo di un ragazzo che è diventato l’idolo e e il leader tecnico di una piazza molto difficile come Firenze. Alla Juve porta già un concentrato di esperienza e personalità niente male. In aggiunta agli anni passati con la maglia viola, infatti, bisogna considerare le tante partite affrontate con la Nazionale Under 21 e la chiamata del CT Conte per l’Europeo del 2016. 16 le presenze con l’U21, 9 con la maggiore. Numeri che un profilo come Schick non avrebbe avuto, il quale sarebbe dovuto essere forgiato completamente dall’ambiente bianconero.

TALENTO ITALIANO

Lungi da noi fare discorsi esterofobi e xenofobi, ma storicamente alla Juventus i giovani italiani hanno sempre formato un gruppo eccezionale, rendendo al massimo. La Juventus ha sempre preferito puntare su ragazzi che conoscono le realtà di provincia, che sanno cosa significa andare a giocare in un campo di periferia e che conoscono il calcio italiano nella loro totalità. Bernardeschi, che ha avuto un’esperienza anche in Serie B, conosce in modo molto più profondo quanto è importante la tattica in Italia, come riuscire a trarre il meglio dal suo gioco e quali sono le caratteristiche migliori e quelle da migliorare. La forza della Juventus è stata, tra le altre cose, sempre nel suo blocco tricolore, quello della Nazionale. L’acquisto di uno che sarà, nel futuro, il pilastro dell’Italia in attacco, da questo punto di vista è una garanzia.

DUTTILITÀ

Nelle scorse settimane, sui social dai tifosi bianconeri abbiamo letto: “Ma dove lo farà giocare Allegri?” Un giocatore come Bernardeschi, nello scacchiere tattico della Juventus, può giocare dappertutto. Presto detto, perché le qualità di Federico gli permettono di essere un giovane eclettico capace di trovare la porta ed essere utile alla squadra in più di una posizione. A Firenze, così come nella Nazionale Under 21, ha ricoperto tantissimi ruoli. Prediletto è l’esterno di destra, che gli permette di rientrare e calciare con quel piedino fatato che è il mancino. Ma non disdegna nemmeno il ruolo da seconda punta, scoperto l’anno scorso quando Paulo Dybala sembrava insostituibile e il gioco della Juventus molto diverso senza un giocatore come l’argentino. Con Bernardeschi quella casella può essere coperta con meno patemi, nonostante non sia nelle nostre intenzioni paragonare i due calciatori. Per caratteristiche, però, è sicuramente il più adatto a far rifiatare la Joya. Con Paulo Sousa, inoltre, ha giocato anche esterno nel 3-5-2, sempre a destra. Insomma, le varianti sono molte, la disponibilità del calciatore è infinita: ora bisogna soltanto schierarlo in campo.

PROPENSIONE AL SACRIFICIO

E qui ci riallacciamo proprio al discorso tattico. Giocare nel 3-5-2, per un giocatore che ha nelle sue corde la propulsione offensiva, non è di certo facile. Anzi, significa avere un’umiltà tattica non da pochi. E Bernardeschi è uno di quelli, uno alla Mandzukic. Nei pochi minuti che ha giocato con la maglia della Juventus in amichevole contro il PSG, si è subito visto che l’ex viola è uno di quei calciatori che pensa prima alla squadra e poi a se stesso. Una dote non da poco, che nella Juventus ha sempre riscosso successo, che è la chiave per formare una squadra vincente. Un’arma in più per Allegri, che ha trovato nella disponibilità del panzer croato la quadra tattica della Juventus 2017. In questo modo, Bernardeschi potrebbe dare all’allenatore toscano un motivo in più per farne un titolare.

TANTA VOGLIA DI JUVENTUS

D’accordo, la società bianconera negli ultimi anni è diventata una big europea capace di poter dare stipendi importanti ai suoi acquisti. Trasferirsi alla Juventus potrebbe sembrare una mossa “facile”. Ma non sempre un calciatore spinge così tanto per vestire il bianconero come ha fatto Bernardeschi. Ricordiamo tutti ciò che è accaduto nelle ultime due stagioni con Berardi, mentre Federico ha vissuto l’esperienza bianconera in modo completamente diverso. Cercato anche dall’Inter, ha messo in chiaro le sue intenzioni, inimicandosi anche una tifoseria che l’aveva sempre visto come un idolo. Non ha voluto sapere niente del rinnovo, né di tornare a Firenze dopo l’Europeo U21. La Juventus è stata la sua scelta fin dal principio, un sogno che ha voluto coronare. Un calciatore che, corteggiato da tantissime squadre, sceglie il bianconero e lo insegue con tanta insistenza, merita fiducia. E merita un posto nella rosa bianconera.

Ecco perché, per Federico ‘Chicco’ Bernardeschi spendiamo un grande sì.