Allegri nel post Villar Perosa: "Vincere non è normale, ma straordinario. E sabato vogliamo riscattarci"

Allegri nel post Villar Perosa: “Vincere non è normale, ma straordinario. E sabato vogliamo riscattarci”


Massimiliano Allegri ha parlato ai giornalisti al termine dell’amichevole in famiglia di Villar Perosa. Ecco le sue parole:

TANTI TIFOSI

È sempre una giornata particolare, una bellissima giornata, siamo felici. Ora sabato inizia il campionato, la stagione e quindi bisogna cercare di iniziare nel migliore dei modi.

TRA I MIGLIORI DEL MONDO

Mi fa piacere, ma se sono in questa situazione lo devo solamente alla società e ai ragazzi che hanno ottenuto risultati sul campo. Quello che è stato è stato, ora parte una stagione importante, difficile, perché dopo 6 anni di scudetti diventa sempre più difficile. L’asticella si alza e il margine di errore si assottiglia, quindi ci vuole molta calma, molto equilibrio, perché la stagione è lunga: inizia sabato e bisogna cercare di iniziare col piede giusto per poi affrontare la stagione nel modo migliore.

TITOLI DATI PER SCONTATO

Io dico sempre che vincere è una cosa straordinaria, non normale: ogni vittoria va gustata, festeggiata. La Juventus nella storia ha vinto tantissimo e comunque vincere è sempre difficile. Quello che è stato fatto nessuno ce lo può togliere e credo siano stati fatti dei numeri importanti. Sabato siamo tutti a zero punti, partiamo tutti alla pari e credo ci voglia molta umiltà, molto rispetto, equilibrio, per affrontare una stagione nel migliore dei modi, dove ci saranno delle difficoltà, perché in Italia le avversarie si sono rafforzate, metteranno qualcosa in più per battere la Juventus, ma la stagione per noi passa dal campionato italiano per fare poi una buona stagione in Europa.

MESSAGGIO AI TIFOSI

Durante l’arco di una stagione, durante una partita, sbagliano tutti: io sono il primo a sbagliare, sbagliano anche i giocatori, ma è normale. Ma una cosa che non mancherà sicuramente a questa Juventus, come è nel DNA della Juventus, è l’umiltà e il rispetto che ha sempre avuto dell’avversario: portare a casa le vittorie col sacrificio, col sudore, senza presunzione. È l’errore che non dobbiamo commettere. Per quanto riguarda i nuovi, sono arrivati degli ottimi giocatori, avranno il tempo per inserirsi. Non scordiamoci che siamo partiti in ritardo, perché fortunatamente abbiamo giocato la finale di Champions; meritatamente più che fortunatamente. Quindi per noi la stagione inizia sabato, ma l’importante è farsi trovare pronti nei momenti decisivi.

SORPRESA 4-2-3-1

Non so cosa avrei risposto, sicuramente ad inizio stagione avrei detto di no, perché devo conoscere la squadra. Ma come devo conoscere anche questa squadra, perché Douglas Costa ha delle caratteristiche che altri giocatori non hanno e quindi per inserirlo devo trovare un equilibrio giusto. Magari con alcuni giocatori va bene, con altri va meno bene. In questo momento siamo così, magari tra 3-4 mesi cambieremo. Una volta chiuso il mercato, potremo lavorare con tutti gli effettivi e avremo la possibilità di capire se è e quando è il momento di cambiare o se è il momento di andare dritti come siamo andati l’anno scorso.

eva

CURIOSITÀ E INSIDIE

L’insidia è quella di affrontare la stagione con un pochino di presunzione e di sicurezza, questo sarebbe l’errore. Ma la squadra è intelligente e sicuramente sabato vorranno riscattare la sconfitta di domenica scorsa con la Lazio. La curiosità è di vedere quando si sarà chiuso il mercato la rosa che avrò a disposizione e soprattutto quando tutti saranno in condizione di poter magari diversificare sistema di gioco, cambiarlo, ma questo dipende sempre dalle caratteristiche dei giocatori, perché io devo mettere i giocatori nelle migliori condizioni per poter giocare, al di là dei 4 dei 5, di tutti i numeri che vengono detti.

4-2-3-1 ALL’IMPROVVISO

Non l’ho inventato, perché tre mesi prima avevamo fatto 10 minuti di allenamento e mi aveva dato delle buone sensazioni. In quel momento ho aspettato il momento giusto: avevamo sette punti di vantaggio, avevamo perso una partita, eravamo anche in testa, quindi non c’erano neanche i motivi per poter cambiare a livello di numeri e di classifica, però in quel momento la squadra aveva raggiunto il massimo che poteva fare con quel sistema di gioco, con quei giocatori con quelle caratteristiche.

RIFLESSIONI SU CARDIFF

I tifosi devono essere orgogliosi di questa società e di questa squadra. Giocare le finali di Champions non è una cosa che capita tutti i giorni e la Juventus ne ha giocate due in tre anni. Abbiamo perso, ma abbiamo perso contro Barcellona e Real Madrid. Non scordiamoci che la Champions ora è differente da quella di 30 anni fa, dove le finali venivano giocate da squadre che in questo momento non fanno neanche un punto nel girone. È un calcio completamente diverso e non si possono fare paragoni.

Nello stesso tempo Cardiff va cancellata: io l’ho detto subito dopo la partita, abbiamo perso perché loro erano i più forti, l’hanno dimostrato l’anno scorso, l’hanno dimostrato quest’anno con le vittorie in Supercoppa e l’hanno dimostrato negli ultimi 6 anni di Champions League. Quando si gioca con quelli più forti, per batterli bisogna succedere qualcosa di straordinario, dentro e fuori dal campo. In quel momento non è successo e merito a loro, perché alla fine sono stati i più bravi e hanno meritato questa coppa. Però mi fa molta rabbia e mi amareggia molto il fatto di questa delusione… tutti vogliamo vincere, ma Cardiff va cancellata perché c’è un’altra stagione, la vita ti presenta sempre altre possibilità, quindi noi dobbiamo cercare di fare una grande Champions, ma dobbiamo farlo passando attraverso il campionato.”

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