5 buoni motivi per ringraziare Dani Alves (nonostante tutto)

5 buoni motivi per ringraziare Dani Alves (nonostante tutto)


Dani Alves ha rescisso il suo contratto con la Juventus. Divorzio annunciato praticamente da giorni che ha acquisito, nel pomeriggio di ieri, anche i crismi dell’ufficialità. Un’avventura in bianconero durata circa un anno, giorno più, giorno meno. Finita come era iniziata: tra la meraviglia e lo sconcerto, per i modi e i tempi in cui è arrivata. Sia prima che dopo. Un giorno all’improvviso, direbbe qualcuno.

Ogni dettaglio ci è oscuro. I motivi per i quali Dani Alves ha abbandonato la nave sono ancora poco chiari: c’è chi parla di nuovi stimoli, chi di spaccatura con lo spogliatoio o, addirittura, con la dirigenza. Tutte supposizioni, congetture più o meno probabili, che saranno appurate in là col tempo. Per il momento non ci resta che commentare le vicende calcistiche. Quelle più importanti, d’altronde. E in questo il brasiliano, bisogna ammetterlo, si è quasi sempre fatto apprezzare, al netto di qualche scivolone iniziale. Impossibile non averlo amato almeno una volta durante il suo trascorso a Torino. Allora è tempo di ringraziamenti.

Partiamo da qualcosa di leggero, com’è vista la sua essenza. Un lato esteriore che ha spesso camuffato la dedizione e l’impegno in campo. Ecco, grazie per le foto e i video scanzonati pubblicati ogni giorno sui social. Ci hai strappato un sorriso (ogni tanto, eh…). Nei momenti difficili sei stato criticato e odiato principalmente per questi atteggiamenti. E solo alla fine ti sei rifatto con gli interessi, dimostrando di essere un campione sul campo e non fuori.

Grazie per averci fatto capire che il calcio è anche e, soprattutto, un gioco. Dunque, come da definizione, “qualsiasi attività a cui si dedicano adulti o bambini a scopo di svago”. Tu ci hai fatto divertire, pure tanto. Ci hai fatto capire che un terzino non è solo tackle ruvidi e diagonali, ma molto di più. Può essere anche genio, seppur in un ruolo insolito.

Grazie per la tua mentalità vincente, che hai tramandato e condiviso con tutto lo spogliatoio. Nella tua ricca bacheca di trofei, hai aggiunto anche Serie A e Coppa Italia, competizioni in cui sei stato fondamentale sul traguardo. Peccato per la Champions, davvero. Ma sei stato l’ultimo a mollare e noi lo ricorderemo, sempre.

Grazie per le reti di pregevole fattura e gli assist al bacio nella cavalcata verso Cardiff. Da Zagabria a Monaco: istantanee di felicità, e non solo. Immagini di un processo di crescita che, anche grazie a te, ha cambiato la mentalità europea della Juventus. Almeno fino alla semifinale.

Infine, grazie per le tue dichiarazioni delle ultime settimane. Erronee e totalmente fuori luogo, certo. Ma che, allo stesso tempo, hanno causato il rovescio della medaglia, riaccendendo un senso di orgoglio e appartenenza in molti bianconeri, quasi sopito dopo la disfatta con il Real Madrid. Addio, Dani. E grazie anche per questo!