Vialli: "Questa squadra migliore della mia. Arriverà la Champions"

Vialli: “Questa squadra migliore della mia. Arriverà la Champions”


Dopo aver conquistato Coppa Italia e campionato, alla Juventus non resta che vincere la finale di Champions League contro il Real Madrid per arrivare al ‘Triplete’. Sicuramente l’impresa non è delle più semplici per la squadra di Massimiliano Allegri, ma in molti credono in un gran risultato dei campioni d’Italia.

CHAMPIONS, VIALLI CI CREDE

Tra questi c’è Gianluca Vialli. L’ex attaccante bianconero, vincitore dell’ultima Coppa dei Campioni del club torinese nel 1996 a Roma contro l’Ajax, ha rilasciato un’intervista al quotidiano ‘La Stampa’: “I sei scudetti consecutivi? Vent’anni fa era molto difficile se non impossibile. Ma nemmeno oggi è facile: mi tolgo il cappello di fronte alla Juve. Società, giocatori, allenatore. Il club in questi anni non ha sbagliato una mossa, ha preso i giocatori giusti al momento giusto e dato loro quello che serve per rendere al meglio. Il gruppo ha risposto alla grande e i sei ragazzi che hanno vinto tutti gli scudetti, Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner e Marchisio, meritano di entrare nella hall of fame del calcio italiano”.

PARAGONI CON LA “SUA” JUVE E MAX ALLEGRI

“Il suo è stato un lavoro complicatissimo, quando è arrivato dopo Conte aveva tutto da perdere. È bravissimo ad analizzare ogni situazione. Ha saputo gestire il gruppo in maniera fantastica, perché vincere per tanto tempo e avere più fame di chi nel frattempo non ha vinto niente è la cosa più complicata. Ma alla Juve i giocatori soffrono di più per le sconfitte di quanto non gioiscano per i trionfi”.

“Il tridente con Del Piero e Ravanelli come Dybala, Higuain e Mandzukic? Lo stesso spirito di sacrificio, Mandzukic trascina gli altri con l’esempio. Giocano di squadra, nessuno è egoista. Forse noi correvamo di più ma questa squadra ha più qualità”.

eva

SU BUFFON E HIGUAIN

“Un punto di riferimento, uno che vorresti avere sempre al tuo fianco. Rappresenta tutto quello che vuol dire essere Juve: fame, umiltà, cattiveria, senso di appartenenza. Anche a 39 anni. Il Pallone d’Oro? C’è anche Ronaldo, conterà chi vince la Champions. E siccome vincerà la Juve…”.

“Gli mancava un passettino per arrivare al top e l’ha fatto, la Juve aveva bisogno di lui ma anche lui della Juve. Si sono completati. E ora Gonzalo è tra i primi cinque, forse tre bomber del mondo”.

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