Juve, una sconfitta che può far bene

Juve, una sconfitta che può far bene


Festa scudetto rimandata: la Juve perde a Roma. I bianconeri falliscono il primo match ball che avrebbe dato loro la matematica e ora sperano di chiudere la pratica nella sfida casalinga con il Crotone. Ma prima c’è un altro obiettivo da centrare.

UN PASSO ALLA VOLTA

Max Allegri predica calma e detta una regola: passo dopo passo. Mercoledì la Juve si gioca una tappa importante per continuare a sognare il famigerato Triplete, la Coppa Italia. Non sarà facile contro la Lazio di Simone Inzaghi, reduce da un’ottima stagione. Anche i biancocelesti hanno perso nella sfida del Franchi e vogliono subito riscattarsi, facendo magari uno sgambetto alla Vecchia Signora. Il tempo per pensare è poco, ma la Juve deve rimanere concentrata. D’ora in avanti sarà vietato sbagliare.

Se il discorso scudetto può far comunque dormire sonni tranquilli, i prossimi venti giorni saranno fondamentali: Tim Cup e Champions League. Di certo, non mancheranno le motivazioni. Motivazioni che sembrano ormai mancare quando invece i bianconeri affrontano le gare di campionato. Prima il pareggio di Bergamo, con l’Atalanta che ha trovato il 2-2 nei minuti finali. Poi l’1-1 del Derby acciuffato da un subentrato Higuain nel match contro il Torino. E ora la sconfitta subita dalla Roma. I bianconeri non prendevano tre gol nella stessa partita dal 27 novembre (a Marassi con il Genoa). C’è da preoccuparsi? Forse no. La Juve ha fatto fin qui una stagione straordinaria. La differenza rispetto a due anni fa è molta. La consapevolezza (dei propri mezzi) è tanta e la voglia di passare alla Storia pure. Certo, il rischio di guardarsi troppo allo specchio o di essere sempre in prima pagina può far perdere la Trebisonda, ma Allegri sa come gestire la situazione. Il calo fisico e mentale è fisiologico, soprattutto nelle gare in cui c’è ormai poco da dire. Siamo sicuri invece che nelle partite che contano, da qui alla fine, i bianconeri faranno la gara che devono fare. E allora che sia benedetta la sconfitta dell’Olimpico, quelle sconfitte che ti (ri)fanno drizzare le antenne prima del grande sogno.