Evoluzione Juve in attacco: da Matri a Higuaín, passando per Tévez

La macchina del tempo-dalla “girandola” in attacco al bomber, passando per i gemelli del gol: ecco come cambia l’attacco Juve


Quello di ieri sera è stato un derby emozionante dal punto di vista del gioco espresso dalla compagine bianconera. La più grande pecca è sicuramente la poca incisività sotto porta: molte azioni create ma solo una concretizzata. Chi il marcatore? Risposta troppo semplice. Gonzalo Higuaín ha determinato ancora una volta le sorti del match.

La “girandola” degli attaccanti

Tuttavia, se pensiamo ai successi recenti juventini, questo è il primo anno in cui è presente un bomber di razza. Riavvolgendo il nastro dei ricordi, il predecessore di Allegri, Antonio Conte, nei primi due anni di Juve, impostava la propria fase offensiva attorno a quattro giocatori che si alternavano a ruota: Matri, Vučinić, Quagliarella e Giovinco. Un vero e proprio gioco delle coppie quello che solitamente andava in scena ogni giornata con l’allenatore salentino e che, in ogni caso, ha sempre prodotto risultati positivi. È importante sottolineare però che in quella squadra era fondamentale l’apporto dei centrocampisti in termini realizzativi. Inoltre, dei quattro attaccanti citati, i soli Matri (stagione 2011-12) e Vučinić (stagione 2012-13) sono andati in doppia cifra in campionato con 10 reti messe a segno, tante quante quelle realizzate dal “Pipita” in 17 giornate nell’attuale campionato.

I gemelli del gol

Per una maggiore confidenza col bomber bisogna attendere la stagione 2013-14. L’arrivo a Torino di Carlos Tévez ha cambiato completamente i piani di gioco sia di Antonio Conte sia di Massimiliano Allegri poi. Non più girandole di attaccanti ma una coppia ben precisa su cui puntare: i gemelli del gol Tevez-LLorente. Un’intesa che sembrava funzionare a meraviglia: gol e tanto spettacolo. Grande il contributo dell’argentino che, con i suoi gol, ha condotto la squadra in finale di Champions nella stagione 2014-15. Neanche in questo caso mancano però alcune note dolenti. Se a Higuaín viene contestato il “mal di Champions”, “l’Apache” non era da meno, anzi: sette gol europei in due anni, un po’  troppo poco. Inoltre la sua miglior stagione in termini realizzativi è la seconda alla Juve, condita da 20 centri, ben quattro in meno del “Pipita”.

Infine il bomber di razza

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Infine il bomber che da tempo i tifosi aspettavano. “Mister 90 milioni” che sta ripagando a suon di gol la grande fiducia riposta su di lui. La sensazione di indispensabilità dell’argentino è parsa subito chiara fin dalla prima gara stagionale. Allo Stadium la Juve viene raggiunta dalla Fiorentina sull’ 1-1: entra l’ex Napoli, prima zampata e primi tre punti stagionali. Un film che in realtà si è visto ben poco durante la stagione, visto l’inamovibilità dall’undici iniziale del numero nove bianconero. Un vero e proprio cecchino a cui bastano pochissimi palloni per stendere l’avversario e che sembra impossibile da arginare per le difese avversarie. La media è quella di un gol ogni 83′ minuti giocati e, ciò che lascia a bocca aperta, sono le 24 reti segnate senza battere un solo calcio di rigore, l’unico nei primi sei in classifica marcatori. La panchina per stasera serviva per farlo rifiatare in vista del Monaco, scelta comprensibile da parte di Allegri. Quel che è certo è che, con un Higuaín così dal primo minuto, siam certi che sarebbe finito pari il derby?

 

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