Analisi tattica Juventus-Milan 2-1. Bianconeri in semifinale

Analisi tattica Juventus-Milan 2-1. Bianconeri in semifinale


Allegri per i quarti di finale di Coppa Italia ripropone lo stesso modulo utilizzato nella vittoriosa partita di campionato giocata contro la Lazio, un 4-2-3-1 che vede Barzagli terzino destro a copertura di Cuadrado. Il colombiano forma con Dybala, Mandzukic il terzetto a supporto di Higuain. Al centro della difesa spazio a Rugani. Il Milan, invece, risponde con il 4-3-3 che vede Bonaventura e Suso agire ai lati di Bacca. A centrocampo spazio a Bertolacci insieme a Kucka e Locatelli. In difesa c’è Zapata.

Primo tempo a senso unico

Partiamo subito dai gol. Il primo tempo si conclude sul 2-0 per i bianconeri in virtù delle reti messe a segno da Paulo Dybala al 9′ e da Pjanic al 20′. Il gol dell’argentino arriva da un cross dalla sinistra di Asamoah, il migliore in campo insieme a Rugani, su cui Mandzukic non riesce ad arrivare. Ci arriva invece Cuadrado che di tacco beffa Antonelli e favorisce Dybala, il quale secca Donnarumma con un destro poderoso. Quello che a prima vista era sembrato un rimpallo fortunoso, si rivela essere una giocata eccezionale del colombiano. Da segnalare anche la sponda di testa di Mandzukic che lancia Asamoah sulla fascia. Le sponde aeree del croato sono ormai una sentenza.

Il gol di Pjanic, invece, è una pennellata d’autore su calcio di punizione. Una parabola magistrale. Nell’azione che ha portato al fallo di Kucka, da evidenziare la progressione di Asamoah, una vera furia. Sembra essere tornato il giocatore degli scudetti contiani.

I cross del ghanese sono stati un pericolo costante per la difesa rossonera. Potenti e tagliati, i suoi traversoni hanno messo apprensione ai difensori che spesso si sono visti costretti a spazzare di testa senza indirizzare bene la palla. In questo primo tempo, la Juventus ha aggredito fin dal primo minuto. Effetto Stadium senza dubbio, ma il 4-2-3-1 sembra aver dato ai bianconeri una dimensione meno sparagnina. Il modulo sembra troppo offensivo, ma la retroguardia di Allegri è comunque sempre ben coperta. Khedira, infatti, non si inserisce più come nelle prime giornate di campionato, in cui ha trovato anche la rete. Il tedesco rimane a fare schermo.

Barzagli da terzino non si alza più di tanto e rimane sulla scia di Bonaventura, impedendogli di attaccare sulla sinistra. Lo stesso Pjanic si sacrifica per coprire meglio le linee di passaggio. Ottima prestazione di Rugani sempre attento e puntuale sulle palle alte. Da segnalare, oltretutto, un massiccio uso dei cambi di gioco e delle verticalizzazioni. I bianconeri fanno densità su una fascia per poi creare superiorità numerica sull’altra con un cambio gioco.

Secondo tempo: il Milan rimane in 10 ma gioca meglio

Gli eventi principali del secondo tempo sono il gol di Bacca al 52′ che riapre il match e l’espulsione di Locatelli un minuto dopo. Il colombiano si inventa il gol da solo scoccando un tiro al volo che lascia impietrito Neto. Locatelli, invece, fa un fallaccio su Dybala. Già ammonito, il giovane centrocampista si becca la seconda ammonizione e lascia il Milan in dieci uomini. Nonostante l’inferiorità numerica, i rossoneri giocano con maggior piglio e impensieriscono una Juventus che sembra molto stanca. Dal 65′ in poi si nota, infatti, che gli uomini di Allegri abbassano notevolmente i ritmi, non riuscendo più ad aggredire il portatore di palla.

eva

La Juventus avrebbe potuto chiudere la partita molto prima segnando almeno un altro gol, ma gli errori sotto porta sono all’ordine del giorno in casa Juve. Anche nel secondo tempo, giocato a ritmi più blandi, la Juve costruisce delle palle gol ma non le concretizza. Mandzukic sbaglia due gol clamorosi di testa, il croato sembra essere più incisivo con le sponde che nelle conclusioni. Cuadrado si fa notare invece per l’eccessivo egoismo in alcuni frangenti. Il colombiano si incaponisce in giocate complesse, invece di dare palla all’uomo smarcato.

Il Milan va vicino al gol con una punizione di Kucka ben respinta da Neto, mentre l’occasione più ghiotta per la Juve è di Pjanic che impegna all’83’ Donnarumma. Il risultato finale è 2-1 e conduce la Juventus alle semifinali dove affronterà, in un doppio impegno, il Napoli che ha avuto la meglio sulla Fiorentina.

Dopo due sconfitte stagionali, i bianconeri riescono a battere la squadra di Vincenzo Montella.

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