La partita di Marchisio: il Principino regala equilibrio e sicurezza alla Juve

La partita di Marchisio: metronomo a tutto campo, scherma la difesa


Contro la giovane e arrembante Atalanta di Gasperini, la Juventus ritrovava in cabina di regia Claudio Marchisio e il centrocampista bianconero non stecca, dimostrando ancora una volta quanto sia indispensabile nell’undici bianconero, grazie alla sua intelligenza calcistica superiore alla media.

REGISTA SAPIENTE – Marchisio, pur non essendo al meglio fisicamente visto che gli manca ancora la gamba per i cambi di ritmo, gioca un match più che sufficiente, riuscendo a dare sicurezza a tutta la squadra in un ruolo delicatissimo come quello di regista davanti alla difesa. Ne giova tantissimo anche un ispirato Pjanić, il migliore dopo Mandžukić, il quale, schierato da trequartista, può tranquillamente dedicarsi di più alla fase di impostazione offensiva, dispensando assist deliziosi ai compagni. Infatti, con Marchisio, la mediana bianconera riesce ad avere un maggiore equilibrio. Il Principino, salvo qualche sbavatura ad inizio gara, detta i ritmi del gioco con sapienza, alzandoli quando c’è da giocare di prima e abbassandoli nei momenti di gestione della palla a risultato ormai sbloccato. Conosce ormai a memoria i movimenti da fare da regista basso. Il numero 8 di Madama scambia molto la sfera con Alex Sandro, tornato a giocare ad altissimi livelli, e con Pjanić, ma varia molto il suo gioco, cercando sia il fraseggio corto che il cambio di versante con lancio lungo. Soprattutto nel secondo tempo proverà spesso la verticalizzazione di prima per le punte, così da dare respiro alla squadra e alla manovra, quando il pressing bergamasco si fa pericoloso. (Foto sotto. Fonte: Stats Zone)

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SCHERMO DAVANTI ALLA DIFESA – Marcato spesso a uomo da Kurtic che lo segue a tutto campo, Marchisio non soffre più di tanto, riuscendo quasi sempre a farsi trovare libero o facendo il movimento giusto per portare via l’avversario e far sì che un altro centrocampista bianconero possa impostare l’azione, in primis Pjanić, sempre nel vivo del gioco. Il Principino legge benissimo le manovre dell’Atalanta anche in fase difensiva, interrompendo spesso le trame dei bergamaschi: a fine incontro saranno sei i palloni recuperati, tre gli anticipi. Il torinese non toglie mai la gamba nemmeno nei contrasti nonostante il brutto infortunio rimediato la scorsa stagione, anche se non sempre vince il tackle con l’avversario di turno: solo tre vinti su sette, segno di una condizione ancora non al meglio, come è ovvio che sia dopo sei mesi di inattività. Sempre lucido nei minuti finali, quando sbroglia un paio di situazioni vicino l’aria di rigore, sfiora anche il gol alla metà del secondo tempo con un tiro da fuori area dopo un gran controllo e palleggio, ma Sportiello devia in corner il pallone destinato all’angolino della porta.  In una Juve che ritrova l’intensità dei giorni migliori e un modulo che sembra esaltare di più le qualità di Pjanić, Marchisio resta equilibratore fondamentale della squadra di Allegri.

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