Fabian O'Neill: l'uruguagio col vizietto

Fabian O’Neill: l’uruguagio col vizietto


Non tutti i giocatori sono “Pinturicchi” o “Raffaelli” alla Juventus, alcuni passano sotto traccia o mancano completamente la loro occasione. Andiamo a riguardare alcuni di questi juventini “dimenticati” partendo da Fabian O’Neill: uruguaiano con un vizio, non quello del gol.

Fabian O’Neill: il sostituto di Zizou

La nostra storia inizia con il primo campionato a prendere il via nel nuovo millennio. La Juventus vuole rifarsi la bocca dopo aver masticato amaro per colpa di un secondo posto che sa di beffa e, per rinforzarsi a centrocampo viste le precarie condizioni fisiche di Zidane, compra un centrocampista uruguagio sponsorizzato da Montero: Fabian O’Neill.

In questo momento, molti dei tifosi juventini, specialmente tra i più giovani, staranno strizzandosi le cervella per tentare di ricordarsi questo centrocampista di belle speranze che doveva sostituire sua maestà Zizou quando il fisico di quest’ultimo faceva i capricci, ma non vi preoccupate. La sua esperienza con la Vecchia Signora è stata tutt’altro che memorabile.

Dall’Uruguay a Cagliari

Fabian muove i suoi primi passi da giocatore professionista oneill1in patria, al Nacional de Montevideo, vincendo perfino un campionato. Centrocampista dai pieni fini e dotato di buon dribbling, viene notato dagli osservatori del Cagliari che nel 1995 gli fanno fare il salto nel campionato (all’epoca) più bello del mondo.

Ora, se chiedete ad un tifoso del Cagliari che giocatore fosse O’Neill, probabilmente questi vi risponderà che è stato un grande, ed a ragion veduta. A Cagliari Fabian è amato dall’ambiente, coccolato dal presidente che lo adora e poi in quella squadra ha giocato anni prima Francescoli, il suo idolo. Riesce ad esprimersi al meglio e diventa un beniamino della squadra sarda.

Sul fondo della bottiglia

Nonostante in campo mostri cose degne di nota, è nei locali che dà il meglio di sé: Ho iniziato a bere che avevo nove anni ricorda in un’intervista riportata da “Cagliarinews24”. “Anche a Cagliari bevevo, ma nessuno mi diceva niente perché il presidente mi adorava. Alla Juventus invece dopo aver visto il colesterolo alto il medico voleva farmi rinchiudere“.

L’impatto con il campionato italiano fu comunque generalmente buono, O’Neill non aveva paura ed in una piazza calda come Cagliari poteva esprimersi al meglio, quando arrivò la chiamata della Juventus che lo voleva per fare da “supplente” al posto di Zidane, falcidiato dagli infortuni.

Alla Juventus con più “ombre” che luci

A Torino Fabian si ricongiunge con il suo amico Montero e ha parole di burro per i suoi ex compagni: “Cagliari era una piazza piccola, ma davvero caldissima. Quando andai alla Juventus dissi: “Adesso vado tra le bestie grandi. devono essere una manica di esaltati tutti”. Però arrivai e, contrariamente a ciò che immaginavo, vidi una grande umiltà da parte di tutti, tutti eh! Una cosa davvero spettacolare. Montero, Inzaghi, Trezeguet, Davids, Nedved, tutte le grandi “bestie”. Buffon, tutti! Per loro è un lavoro, lo prendono così. Arrivano all’allenamento in giacca e cravatta, si cambiano, si allenano, si fanno la doccia e se ne vanno”.

Questa tuttavia non era la vita che Fabian oneill2voleva avere. Alla Juventus trova poco spazio perché Zidane trova un’ottima continuità fisica e l’anno dopo, sotto la guida di Lippi, l’allenatore toscano lo usa solo una manciata di volte per sostituire Davids.

A Torino le cose iniziano a precipitare quando torna a fare prepotentemente capolino il suo vizio del bere e a chi gli chiede se è andato mai ad allenarsi ubriaco quando giocava alla Juve risponde: “Diverse volte. Proprio ubriaco no, diciamo “brillo“. Andavo a letto con qualche donna alle sei del mattino, poi mi svegliavo e andavo all’allenamento con la sbornia e stanco, è normale“.

Genio e sregolatezza, anche se per quello che ha mostrato, il suo cocktail, di genio, ha solo una spruzzatina. Il vizietto inizia ad andare fuori controllo e Fabian comunque giura di non essere stato l’unico a bere:Lo sapevano tutti! (che bevevo n.d.r). Mi dicevano molte volte “pazzo, smettila”, però io non ci facevo caso. Sono fatto così. Però secondo me “drinkavano” tutti perché a volte uscivo di notte e li incontravo tutti“.

Il rapido declino

L’esperienza alla Juve segna la fine, a conti fatti, della carriera di Fabian. Dopo essersene andato nella finestra di gennaio del 2002 andrà senza fortuna prima al Perugia e poi tornerà al Cagliari, ma anche il terra sarda non riuscirà più ad essere il Fabian O’Neill amato dal pubblico rossoblu. Per rivitalizzare una carriera ormai sulla via del tramonto, torna al Nacional ma anche lì fallisce: colleziona la miseria di 5 presenze senza segnare nemmeno un gol e decide di appendere gli scarpini al chiodo.

Fabian comunque a distanza di anni ha bellissimi ricordi della sua esperienza in Italia, sia a Cagliari, dove era servito e riverito, sia a Torino dove si trovava bene con tutti, specialmente con Zidane: “Un mostro. Un matto molto umile, una persona squisita“.

Il ritorno a casa

Ora Fabian vive in Uruguay  dove si gode la sua oneill3famiglia: “Voglio che le mie figlie stiano bene, il maschio dicono che giochi bene al calcio e io non so perché non vado a vederlo. Vogliono che ne esca fuori un nuovo Fabian O’Neill, però questo è difficile. La poca ricchezza che mi resta la lascio a mia moglie e ai miei figli. “.

Chiude però in una nota ombrosa: “Non riesco ad immaginarmi tra dieci anni. Mi vedo di giorno in giorno, non si sa quando arriva il momento della morte. Non faccio piani. Non penso mai al futuro. Se continuo a bere in questo modo, non arrivo ai prossimi dieci anni comunque“.
L’unico rammarico calcistico di Fabian O’Neill è che i tifosi juventini non siano mai stati in grado di vedere di cosa fosse veramente capace, alcuni dicono che avremmo visto una sorta di Pirlo ante litteram, se solo avesse smesso di bere.

Già, se solo…

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