Di Natale: “Se Higuaín continua a segnare 30 goal a campionato mi prende. Dybala mi ricorda Messi, un fenomeno”

Sabato si giocherà il primo Juventus-Udinese dell’era post Antonio Di Natale. Totò ha chiuso con il calcio, ma non perderà una delle sfide che hanno segnato maggiormente la sua carriera. Ecco quanto raccolto da Goal.

A UN PASSO DALLA JUVE – Anche perché lui alla Juventus poteva andarci, ma ha rifiutato: “E non sono pentito – ribadisce a ‘Tuttosport’ – in tanti mi hanno etichettato come uno stupido, ma tornassi indietro mi comporterei allo stesso modo. E poi alla Juve non avrei mai raggiunto quota 209 goal in Serie A. E quando mi vedo in quella classifica, accanto a Totti e Baggio capisco che qualcosa di buono ho fatto in carriera. L’unico rimpianto è non aver vinto nulla, con due-tre acquisti l’Udinese di Sanchez e Benatia avrebbe potuto lottare per lo Scudetto. Lo dissi a Pozzo”.

 SU HIGUAIN – Di Natale è il sesto miglior marcatore nella storia della Serie A con 209 reti, Higuain è a quota 77 e Totò teme di essere scavalcato: “E’ il più forte centravanti del mondo. Vive per il goal, segna in tutti i modi, sa giocare con la squadra. E poi ha fame, in area è cattivo. Certo, se continua a segnare 30 goal a campionato mi prende. Credo che, per età e forza, forse sia l’unico che possa superarmi. Il Pipita, in questa Juve, potenzialmente può realizzare una doppietta a partita“.

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SU DYBALA – Ma oltre ad Higuain la sua Udinese dovrà stare attentissima anche a Dybala, per il quale Di Natale smuove paragoni importanti: Io ho affrontato il primo Messi e a Dybala vedo fare giocate come le sue. E’ fenomenale. E pensare che l’Udinese rischiò di portarlo in Italia prima del Palermo. Secondo me il prossimo anno prenderà il 10. Dybala è perfetto per quel numero. La 10 è come una Ferrari: non tutti sanno guidarla”.

Un ritorno all’Udinese da calciatore è invece da escludere: “Delneri non mi ha chiamato. Mi conosce bene, sa che se prendo una decisione non sono il tipo che torno indietro dopo qualche mese. Ho detto basta al calcio con la testa e con il cuore. Gli Highlander non esistono. Gigi è un allenatore bravo e non ha bisogno di me, spero soltanto che risollevi l’Udinese in fretta”.

FUTURO DIRIGENTE? – Da dirigente chissà, anche se per il momento la sua situazione sembra essere più simile a quella di Maldini col Milan: “Paolo ha ragione. Quando hai fatto la storia di un club, lui del Milan e io dell’Udinese, non puoi accettare di fare semplicemente il pagliaccio. Io ho l’Udinese nel cuore e terrò sempre una porta aperta al club. Il numero 10 a De Paul? Potevano almeno telefonarmi… “.

Luca Piedepalumbo

 

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