La formula per vincere la Champions: i risultati, prima di tutto

“Per fortuna a vincere non sono sempre i migliori, qualche volta vincono i più bravi“. Il segreto della popolarità di questo sport è proprio questo: niente è mai scontato. Il calcio rifugge qualsiasi calcolo logico, concedendo incontenibili gioie che, proprio perché inattese, sono ancor più grandi. D’altro canto, una tale illogicità può comportare cocenti delusioni, che non soddisfano quella sensazione di appagamento e giustizia sportiva, che talvolta latita a manifestarsi. Crearsi delle aspettative può, quindi, essere ingannevole. Allegri, anche per questo, sta cercando di non dare adito alla popolare credenza che identifica la Juventus come la favorita alla vittoria della Champions. Ciò non vuol dire alzare bandiera bianca; si tratta piuttosto di un grido, di una richiesta: lasciateci lavorare.

SITUAZIONE ATTUALE – Fare dei pronostici, quando mancano la bellezza di cinque partite per terminare la fase a gironi, va oltre il prematuro. Ma oggi il mondo del calcio è fatto così: pazienza, questa sconosciuta. Basta così un pareggio casalingo per smorzare tutto l’entusiasmo e bollare una squadra che, solamente qualche giorno prima, come detto, doveva essere la favorita. “Manca il gioco” dicono i nuovi detrattori. Per quanto sia reale che si tratti di una fase in cui il bel gioco tarda a dimostrarsi, questo non vuol dire che non possa trattarsi di un’effettiva seria candidata alla vittoria finale.

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CONFRONTI – La Champions League è una competizione affascinante ed è sicuramente necessaria una rosa notevole per la vittoria finale. Ma l’equazione non può dirsi completa in quanto non contempla la variabile fortuna. Se il calcio rispettasse le leggi della giustizia, l‘Atletico Madrid sarebbe l’attuale detentore del titolo, ma l’episodio è stato favorevole ai cugini del Real, con quel tiro di Griezmann che si è stampato sulla traversa. I blancos non avevano disputato un torneo fenomenale, anzi tutt’altro, ma la costanza dei risultati lo hanno portato ad essere lì, in finale, ed avere la possibilità di giocarsi il titolo, poi vinto. Stagione 2011-2012, il Chelsea viene inserito in un girone che la vede favoritissima, ed in effetti gli inglesi riescono a qualificarsi per gli ottavi, tuttavia non senza difficoltà: perdono in trasferta a Leverkusen (con un Bayer tutt’altro che irresistibile) e pareggiano in casa di due squadre sicuramente inferiori come Valencia e Genk. La fase ad eliminazione diretta è inaugurata con una sonora sconfitta Napoli per 3-1. Risultato? Ribaltano i pronostici, vincendo la finale all’Allianz Arena contro il Bayern Monaco.

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VERSO ZAGABRIA – Se è vero che, soprattutto in Europa, il bel gioco può entusiasmare ma non necessariamente ripagare, i risultati sono sempre fondamentali. Non importa se con un autogol, con un gol fortunoso o in altro modo; ciò che conta è portare a casa i tre punti, cui proprio non si può prescindere per andare avanti ed essere pronti a cogliere le occasioni che la competizione regalerà. Come sempre, nella storia della Juventus, vincere è l’unica cosa che conta. La qualità del gioco arriverà, ma adesso bisogna fare in modo che quando ciò accadrà, la Juve sia ancora in grado di poter giocare le proprie carte nella più importante competizione europea.

 

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