La partita di Alex Sandro: dirompente in fase offensiva, non concede nulla dietro

La Juventus esce con le ossa rotte da San Siro, stritolata dal pressing alto e dalla voglia dell’Inter di riscattarsi dopo la figuraccia di coppa. Un campanello d’allarme (il secondo dopo la gara con il Siviglia), che deve far riflettere molto Allegri ed i suoi uomini. L’unico ad aver offerto una prova più che convincente è stato Alex Sandro, che ha dominato la fascia sinistra juventina ed è stato l’ultimo a mollare.

ALA DI FATTO – Il brasiliano è stato per tutta la gara la fonte di gioco insieme a Dybala a cui si è appoggiata una Juve spenta e poco propositiva e, nel finale, con l’argentino ormai stremato dopo un’ora di gioco a rincorrere palle giocabili per cercare di inventare qualcosa, è stato l’unico che ha tenuto la “baracca” bianconera in piedi in fase d’attacco. Più che il terzino, Sandro ha fatto l’ala vera e propria. Infatti, i giocatori con cui ha scambiato più volte la palla sono stati Asamoah e Pjanić. Le sue sgroppate sulla fascia sinistra, uniti ai suoi cross, sono state l’arma a cui Madama si è affidata per tutto il match.

FABBRICA DI CROSS – L’esterno è in una forma fisica eccezionale e divora la sua zona di campo con impressionante facilità, dimostrando uno strapotere fisico e un’eccellente tecnica, che gli avversari di turno non possono contenere. Chiedere a D’Ambrosio, sistematicamente saltato in velocità. Proprio da Alex Sandro nasce il gol del vantaggio bianconero di Lichtsteiner: il numero 12 dei campioni d’Italia salta con tecnica e potenza tre uomini, spaccando la difesa, arriva sul fondo e mette al centro il solito cross forte e ben calibrato che lo svizzero deve solo appoggiare in rete. Ma il brasiliano anche dopo il vantaggio continua a macinare metri e traversoni e nel finale viene cercato costantemente dai compagni per tentare di trovare il pareggio. Purtroppo il carioca ha dovuto fare tutto da sé, visto che in questa Juve continuano a mancare le sovrapposizioni sulle fasce e l’attacco dello spazio in aria di rigore che aiuterebbero non poco ad allargare il gioco. Un altro punto da migliorare per Allegri. Saranno ben 6 su 9 i cross di Alex Sandro che arriveranno pericolosamente in area a fine gara (foto sottostante. Fonte: Stats Zone).

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Un’enormità per un terzino, considerando anche la pochezza juventina in attacco vista contro l’Inter. Peccato aver visto Higuain solo nel finale: la capacità dell’attaccante di avventarsi in anticipo sui palloni tesi provenienti dalle fasce poteva essere vincente. Da perfezionare, invece, l’intesa con Pjaca. Il croato può spaccare le partite, ma è stato servito poco, non trovando mai la posizione. Giocando prevalentemente sulla sinistra si sarebbe potuto vedere una migliore intesa con Alex Sandro, con maggiori scambi di palla e posizione, che avrebbero potuto impensierire i difensori di De Boer.

AGGRESSIVO IN DIFESA – In fase difensiva Alex Sandro non concede nulla, nemmeno sui palloni alti. Son 3 i duelli aerei vinti con gli avversari di turno. Ma il bianconero impressiona, come detto, per la capacità fisica di recupero e ripartenza. Sono 8 le palle recuperate, 2 i contrasti vinti, 2 i disimpegni. La facilità di tocco del pallone e la velocità dell’esterno verdeoro, sono risultate decisive per far respirare la difesa juventina, sempre asfissiata dal pressing nerazzurro. Infatti, il numero 12 bianconero è stato colui che ha subìto più falli tra le fila dei torinesi, dato che dice molto sulla partita che il brasiliano ha disputato e sull’importanza che questo calciatore ormai ha nell’economia di gioco della formazione di Allegri. Un perno imprescindibile, di cui questa Juve asfittica di idee, non può fare assolutamente a meno in questo momento.

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