Il triplete dell’Inter? Ci brucia, egregio signor Chivu, ma per un altro motivo

Che non si debba essere gelosi delle fortune altrui, è cosa ben nota a tutti, ma spesso ipocrita. Chi è senza gelosie, scagli la prima pietra: e siccome le sassaiole sono proibite, almeno fino a prova contraria, cerchiamo di impostare il discorso in altro modo. Che la Champions League sia un’ossessione per la Juventus, non lo scopriamo certo adesso: 6 finali perse su 8 rappresentano un record difficilmente invidiabile, perché hai voglia a dire che “te la sei giocata fino alla fine”, ma quando arrivi a vederla, vuoi alzarla. Ma questo non significa che la Juventus e gli juventini siano “gelosi” di tutte le squadre che in questi anni hanno vinto quella maledetta Coppa.

Poi un bel giorno il web viene inondato dalle parole di (nientedimeno che) Cristian Chivu, al quale il sagace giornalista di “La Repubblica” chiede se la Juventus riuscirà a imitare l’Inter di Mourinho che vinse la Champions League nel 2010: “Credo puntino a quello, hanno ancora l’ossessione del nostro Triplete…gli brucia un po’”.

E su questo siamo d’accordo, ci brucia enormemente. Ma non perché voi abbiate vinto la Champions sei anni fa e noi ci stiamo ancora provando da quel rigore di Jugovic: la nostra è una gelosia diversa, non è “sportiva” di chi non riesce a conseguire un risultato raggiunto da altri. Forse dovremmo chiamarla rabbia: ha presente, egregio Cristian Chivu, cosa si prova nell’essere derubati di qualcosa che ti appartiene, e che in seguito a quel furto altri occupano il tuo posto vantandosi di quanto fatto?

A noi non brucia il vostro Triplete, ma tutto quello che lo ha generato. Perché senza la grottesca farsa consumata nel 2006 voi quella Coppa non l’avreste mai alzata: l’avete fatto grazie a quei ridicoli Scudetti “vinti” senza avversari (eppure eravate quasi riusciti a perderne uno…), l’avete alzata in seguito alla distruzione di un avversario che, per vostra sfortuna, adesso è tornato più forte di prima. L’avete vinta al prezzo di non riuscire più a sembrare nemmeno lontanamente una squadra di calcio, e chissà per quanti anni ancora sarà così (ammesso che lo siate mai stati…). Non sarà quest’anno o l’anno prossimo, ma prima o poi la Juventus alzerà quella Coppa: e quando lo farà, non dovrà dire grazie a nessuna “sentenza sportiva” partorita furtivamente in cinque giorni o a improvvisati comunicati stampa federali.

Allora torniamo all’origine del discorso: la gelosia esiste, siamo d’accordo. Ma siamo sicuri che sia la Juventus a dover esser gelosa della seconda squadra di Milano?

Gennaro Acunzo

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