La folle notte della Roma, la nuova Champions e le contraddizioni del nostro calcio

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La Roma esce, molto malamente, dalla prossima Champions League. Esce dalla porta di servizio o, peggio, potremmo dire di non esservi mai nemmeno effettivamente entrata. Già perchè i preliminari, pur essendo parte della Champions, sono di fatto una sliding doors che sancisce se sarà Champions o Europa League e ne sanno qualcosa i tifosi della Roma.

LA PARTITA – I giallorossi partono dall’1-1 del’andata ottenuto in Portogallo. Un ottimo risultato considerando che anche nei preliminari vige la regola per cui il gol segnato in trasferta vale doppio in caso di parità di reti segnate al termine del doppio confronto. In questo caso, tuttavia, l’applicazione di questa regola non si rende necessario grazie proprio alla sciagurata prestazione della banda Spalletti. Al 7′ i giallorossi decidono di complicarsi la vita, concedendosi una dormita difensiva e passando in svantaggio grazie alla zuccata vincente di Felipe, direttamente da un calcio di punizione. La Roma accusa subito il colpo, si disunisce e lascia che il risultato negativo influenzi la condizione in campo.

CqkU5s9XgAAANI2_mediagallery-pageAl 39′ questo nervosismo da i primi frutti: De Rossi cerca di recuperare palla all’altezza dell’area del Porto, ma il suo intervento a gamba tesa viene giudicato volontario e pericoloso dal direttore di gara che gli mostra la via degli spogliatoi anzitempo, sventolandogli il cartellino rosso su per il naso. Perso Capitan Futuro che agiva da centrale difensivo, Spalletti richiama Paredes per dar spazio ad Emerson. Peggio che andar di notte. Si perché al 50′ il neo entrato replica il fallo (più duro di quello di De Rossi) del suo capitano e si becca il secondo rosso della serata. Roma in 9, partita chiusa già al 50′ e Porto che troverà poi due reti per il definitivo 0-3.

CHE PECCATO? NO! – Potremmo dire “Peccato!”, ma non lo diremo perchè “peccato” si dice in una situazione in cui dai il massimo e gli eventi non vanno come avresti sperato nonostante i tuoi sforzi. Ok, l’abritro c’avrà anche messo del suo (?), espellendo direttamente De Rossi dopo quell’entrata, ma la Roma di ieri sera ha messo in evidenza dei limiti caratteriali palesi frustrando, con questa sciagurata prestazione, le speranze del calcio italiano di competere con 3 squadre in Champions e cercare, così, di recuperare quel terzo posto nel ranking che vuol dire ammettere una quarta squadra alla massima competizione europea per club.

CONTRADDIZIONI – Vi abbiamo parlato ieri del nuovo formato della Champions che permetterà alla Serie A di schierare 4 formazioni italiane invece delle attuali 3 a partire dal 2018 e senza dover passare da alcun preliminare. Alla luce della prestazione di ieri sera della Roma, ci chiediamo che senso abbia schierare 4 formazioni se poi si rischia di fare magre figure del genere. Più nello specifico: in questi ultimi anni il ranking ci ha relegato ad avere 2 squadre ammesse di diritto e una che deve passare dalla tagliola dei preliminari. Questo sistema esalta, o esaltava, i meriti e i demeriti di una squadra e, in generale, del calcio italiano.
Per farla breve: se in Europa le italiane vanno bene, meritano che un’altra squadra prenda parte alla Champions, altrimenti ti fai i preliminari e/o l’Europa League. Con il nuovo sistema, invece, rischiamo seriamente di vivere altre situazioni come quella di ieri sera, con squadre (Roma? Inter, Lazio? Fiorentina?) ammesse a partecipare e poi prese a bastonate un po’ da chiunque, senza scomodare quelle 4-5 formazioni ai vertici del calcio europeo (non è che il Porto sia poi tutta sta corazzata eh!).

Ci chiediamo a questo punto: è giusto lottare per i piazzamenti nel ranking se poi qualcuno vanifica tutto con una serata come quella di ieri? Ha senso parlare di “crisi del calcio italiano” o di “calcio italiano in recessione” se poi quando si dovrebbe mostrare il proprio valore si finisce con il fare la figura di una squadra di provincia? E soprattutto, possibile che si sia dovuta aspettare una riforma che concede gli slot Champions “a tavolino” piuttosto che andarseli a conquistare sul campo? Gli Juventini hanno già la risposta a questa domanda, ma vorremmo davvero che ci rispondessero tutti i tifosi di altre squadre italiane che poi, puntualmente, tifano contro la Juve in Europa andando però a lamentarsi del ranking!