Pogba, è la rinuncia ad un amore “Infinito”?

“L’ironia del destino vuole che io sia ancora qui a pensare a te, nella mia mente flash ripetuti, attimi vissuti con te”. E’ con l’incipit di un famoso testo di Raf che il Manchester United potrebbe aver avviato le basi per portare a termine il maxi trasferimento di Paul Pogba in Premier League, dopo averlo praticamente regalato ai bianconeri nel 2012.

DESTINI INCROCIATI – Per la Juventus, dopo l’addio del primo figliol prodigo Alvaro Morata – tornato al Real Madrid – adesso sembrerebbe giunto il momento di salutare il secondo giocatore della rosa in procinto di fare ritorno all’ovile, in appena una sessione di calciomercato. Il francese, infatti, è praticamente ad un passo dal rivestire la maglia dei Red Devils, stavolta agli ordini del nuovo tecnico Josè Mourinho. Porte girevoli dunque in c.so Galileo Ferraris, dove il via vai di campioni appare quanto mai incessante. Marotta e Paratici pagano la clausola rescissoria di Miralem Pjanić e cedono, per l’appunto, Morata al Real come da accordi di recompra stipulati. Inoltre, ottengono il prestito a 3 milioni di Benatia con facoltà di riscatto e riescono a spuntarla nella corsa al talento Pjaca, nonostante l’agguerrita concorrenza. Tuttavia, dopo l’addio dello spagnolo, l’attacco si dimostra carente quantomeno nella sua quantità, manifestando la necessità di un rinforzo. La dirigenza bianconera decide però di puntare altissimo, scegliendo il meglio che c’è fra i calciatori vogliosi di cambiare aria: Gonzalo Higuain. Ancora niente di ufficiale è vero, ma guarda caso, anche Pogba non è mai stato così vicino dall’accasarsi altrove. Anzi, per il polpo si sarebbe giunti praticamente ai dettagli, come per l’argentino nella casella entrate del resto.

raiola e pogbaQUESTIONE DI AUTOFINANZIAMENTO – Porte girevoli dunque, necessariamente. La Juventus opera così sul mercato sin dal 1994, ovvero dall’avvento della triade composta da Moggi, Giraudo e Bettega ai vertici societari. Dunque, per pagare la clausola del Pipita (94,7 milioni di euro) i campioni d’Italia si ritroverebbero costretti a sacrificare la pedina più costosa del loro scacchiere, ovvero Pogba. E’ la “semplice” logica del fare cassa per poi spendere, come avvenne col passaggio miliardario di Zidane alle merengues nel 2001. Anche all’epoca si trattò del trasferimento più dispendioso della storia del calcio, come oggi sembrerebbe esserlo quello del suo connazionale. Lo United dovrà infatti sborsare una cifra di circa 120 milioni di euro per accaparrarsi il migliore al mondo nel suo ruolo, di fatto ripagando interamente l’investimento che i bianconeri concluderanno nelle prossime ore con la punta argentina.

IL SOGNO – La “semplice” logica, però, non riesce a piegare del tutto i sogni e le speranze dei tifosi juventini, che sino all’ultimo sperano di assistere per un’altra stagione alle esplosioni di gioia generate dal Pogboom. Come fare? Chiaramente rinunciando alla cessione del francese, che di fatto risulterebbe un ulteriore nuovo acquisto considerate le attuali condizioni, e cedendo giocatori con cui guadagnare un “tesoretto” che possa ammortizzare, almeno in parte, l’esborso legato alla clausola di Higuain. Del resto, l’arrivo di Pjaca rafforza ulteriormente l’idea di cedere Pereyra, a questo punto finito ai margini della considerazione di Allegri nonostante la propensione al sacrificio tattico. Ed anche Lemina potrebbe essere sacrificato dinanzi all’altare del sogno proibito, facendo giungere a Torino milioni freschi (circa 15) che farebbero incrementare le risorse del tesoretto. Infine Simone Zaza, che potrebbe decidere di accettare una delle corti estere provenienti da Wolsfsburg e West Ham – soprattutto considerando l’imminente arrivo del Pipita – facendo guadagnare alla Juve qualcosa come 25 milioni. Del resto l’attaccante ha già manifestato la sua voglia di giocare con continuità, ma con Dybala ed Higuain davanti, oltre che Mandžukić, le possibilità si ridurrebbero drasticamente. Papabile all’ipotesi cessione, ma ad ogni modo lontano da trattative è anche Hernanes, che nel ruolo di regista così come in quello di rifinitore a Torino non riuscirebbe a trovare spazio. Sogni, certo. Ma assolutamente lontani dal fantamercato.

Banner-Editoriale-Rocco-CreaADDIO POGBA, PROPRIO ADESSO? – 148 presenze, 48 gol spalmati in 5 competizioni e 8 titoli conquistati. “Quattro anni scivolati in fretta e tu, mi piaci come sempre…forse anche di più”. La Juventus sembrerebbe rispondere a tono a quella strada che porta il suo gioiello a Manchester. Al di là delle logiche di autofinanziamento e bilancio che “obbligherebbero” la società bianconera a cedere l’asso francese, infatti, è in virtù della sontuosa campagna acquisti effettuata da Marotta che sorge spontanea una domanda: perchè Pogba avrebbe gradito il trasferimento? Chiaro, l’aspetto economico legato all’ingaggio comporta indubbiamente il suo peso, a tal punto che su questo fronte la Juventus non può che arrendersi alla concorrenza dello United, considerando i 12 milioni più 1 di bonus per 5 anni sbattuti sul tavolo dagli inglesi (ovvero più del doppio di quanto il centrocampista percepisce attualmente a Torino). Ma anche i soldi hanno un loro prezzo, e nel caso del polpo questo significa rinunciare al prestigioso palcoscenico della Champions – che il Manchester non disputerà nella prossima stagione – oltre che la messa a disposizione per un tecnico vincente si, ma sicuramente poco avvezzo al bel gioco. E Pogba del bel gioco rimane comunque innamorato, nonostante il processo di maturazione lo abbia già portato a compiere passi da gigante a beneficio della concretezza. Ed anche la campagna rinforzi della Juve, palesemente orientata alla conquista della coppa dalle grandi orecchie, potrebbe bastare – da sola – a convincere il giocatore che forse la vera America si trova proprio a Torino, e che con lui in rosa la Champions vedrebbe i bianconeri tra i favoriti al pari di Bayern, Real e Barcellona. Insomma, una corazzata costruita con l’intento di contrastare ad armi pari le altre e giungere davvero al terzo trofeo della sua storia, che oramai manca da vent’anni, anche a costo di sacrifici economici certamente importanti, ma anche ammortizzabili attraverso soluzioni differenti. Le stesse che consentirebbero a Pogba di lottare per la conquista della competizione più importante per club proprio con la maglia che lo ha reso un top player di caratura mondiale, prolungando un amore che a quel punto potrebbe diventare “Infinito”.

Rocco Crea (Twitter @Rocco_Crea)

 

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