Zaza e il rigore: solo coraggio, niente presunzione

Zaza e il rigore: solo coraggio, niente presunzione


Si gioca Germania-Italia valida per i quarti di finale di Euro2016, dopo 120 minuti il risultato è bloccato sull’uno a uno; si va dunque ai rigori, dove avviene l’episodio oggetto di numerose discussioni. Simone Zaza si appresta a battere il secondo rigore della serie: parte, compie una rincorsa rallentata saltellando, calcia, Neuer da un lato palla dall’altro, ma quest’ultima, anziché entrare, vola alta sopra lo specchio della porta. L’Italia perderà poi la lotteria dei rigori a anche a causa degli errori dal dischetto di Pellè, Bonucci e Darmian.

LA CONTESTAZIONE – Dopo la cocente eliminazione non si sono fatte attendere le reazioni dei tifosi delusi e arrabbiati, in particolare nei confronti di Zaza, accusato di aver forzato la rincorsa in modo goliardico al solo fine di schernire un portiere del calibro di Neuer, per giunta sbagliando il rigore e condannando la Nazionale alla sconfitta. Sui social sono volati insulti gratuiti e prese in giro, mentre la “danza” dell’attaccante è diventata un tormentone. Dopo un paio di giorni, smaltita la delusione, sono arrivate le scuse dello stesso Zaza attraverso un post su Facebook in cui dichiara a riguardo che “la mia non era presunzione, e ci tengo a sottolinearlo questo”.

SCUSE NECESSARIE? – Si è affermata l’idea che la colpa fosse interamente sua e del suo gesto quando invece ci sono stati altri tre rigori sbagliati, tra cui il clamoroso errore di Pellè – e lui sì che pecca di presunzione – reo di aver mimato il gesto del cucchiaio al portiere, fallendo poi malamente l’esecuzione. Inoltre se si osservano i precedenti rigori calciati da Zaza si può notare come abbia sempre eseguito quel tipo di rincorsa, indistintamente dal portiere a lui di fronte. Per esempio nella semifinale di Coppa Italia contro l’Inter usò quella rincorsa ai danni di un pararigori come Handanovič, segnando. Non si tratta quindi di un eccesso di presunzione da cui ne consegue l’errore, ma di una partita da sempre sentita come quella contro la Germania, carica di rivalità, dove la tensione può giocare brutti scherzi. Capita a tutti di sbagliare un calcio di rigore e, si sa, solo chi ha il coraggio di tirarli può sbagliare. Anche ad un mostro sacro come Baggio capitò di sbagliare un rigore decisivo, ma non per questo i suoi immensi valori vennero messi in discussione. Zaza deve ancora dimostrare tanto nella sua carriera, ma per il momento ha fatto vedere di avere il coraggio per calciare un rigore e assumersene le responsabilità, quindi non deve chiedere scusa a nessuno.

Si può essere arrabbiati e delusi per una partita delicata che è stata in bilico fino all’ultimo, dove la vittoria è sfumata solo dagli 11 metri, ma non si deve insultare Zaza nella sua persona; ha sbagliato un rigore così come se ne sbaglieranno tanti altri nel gioco del calcio. È la legge, a volte bella e a volte spietata, della lotteria dei rigori.

Lorenzo Plenzich

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