Rivoluzione? No grazie: Juve che vince non si cambia

Rivoluzione? No grazie: Juve che vince non si cambia


Caldo torrido, Europei e mercato che impazza in ogni dove. Il mondo calcistico è in fermento e, con esso, lo è la Signora, che si prepara ad affrontare una sessione estiva impegnativa. Da questo calciomercato dipenderà il prossimo futuro bianconero: quello che punta al sogno.

IN ANTICIPO – Un sogno che potrà avvicinarsi sempre di più con la strategia già ammirata l’anno scorso con Paulo Dybala, quella dell’anticipo secco. Il primo colpo, quello di Miralem Pjanić, è stato inaspettato ai più nonostante i rumors insistenti già da tempo. Una mossa di mercato che non solo ha portato una pedina dotata di duttilità e qualità, ma che ha anche mostrato quale sia l’impatto bianconero sotto tutti i punti di vista: è stato il bosniaco a scegliere la sua Madama. Questo tipo di mercato, votato a superare la concorrenza, potrebbe essere l’arma in più per spuntarla in trattative all’apparenza impossibili. Solo con l’occhio esperto di Marotta e Paratici si è stati inoltre in grado di portare alla Juve anche Dani Alves, sfruttando proprio il pelo nell’uovo del contratto del brasiliano con il Barcellona. Un modus operandi che ha permesso sinora colpi di qualità senza spese eccessive, e che potrebbe continuare a portare importanti innesti, magari provenienti proprio dalla vetrina di questi Europei.

NECESSITA’ – Adesso la Juventus, orfana di Morata, ha la necessità impellente di buttarsi su un attaccante di qualità. Le caratteristiche dello spagnolo non sono semplici da trovare, ecco perché non ci si può aspettare un nome banale per rimpiazzarlo. L’impronta marottiana degli ultimi anni conferma che il primo obiettivo concreto potrebbe essere Alexis Sánchez, il quale è già stato in passato uno dei pallini bianconeri. Il cileno conosce già il campionato italiano, oltre ad aver accumulato un’esperienza fondamentale tra blaugrana e Arsenal negli ultimi anni. Un suo arrivo non farebbe rimpiangere l’addio dell’ex 9 bianconero, rendendo il reparto offensivo ancora più funzionale dello scorso anno con un esborso di circa 40 milioni. Si potrebbe però pensare anche ad un colpo maggiormente improntato al futuro con l’acquisto di Batshuayi, che con i suoi 22 anni sarebbe perfetto per un Morata-bis. Per il belga potrebbero bastare solo 30 milioni, rischiando qualcosina in più per l’adattamento al calcio italiano ma con un potenziale crack per il domani.

NIENTE RIVOLUZIONE – Il più grande colpo della Signora consisterà però nell’evitare una qualsiasi “rivoluzione”. Ulteriori addii ci saranno, è inevitabile, ma sarebbe un errore andare oltre quelli strettamente necessari. Il primo tra tutti a dover obbligatoriamente rimanere a Torino è Paul Pogba, il quale dovrà, più che mai quest’anno, imporsi come leader e stella juventina per eccellenza. Marchisio mancherà almeno fino a settembre, motivo in più per rendere il francese ancora più responsabile e al centro del progetto bianconero. L’anno che porta all’obiettivo maggiore di tutti non può assolutamente essere sprecato col passo falso di una cessione simile: la Juve deve mostrare a tutti la propria forza. E per farlo, oltre al campo, deve dimostrarsi in grado di trattenere i propri campioni. Altro addio assolutamente improbabile per ora è quello di Simone Zaza, il quale, nonostante i pochi minuti giocati, è stato uno dei migliori del reparto offensivo. Una sua cessione per un clamoroso ritorno di Immobile sembra puro fantamercato e tale sembra destinato a rimanere. Ovviamente, nel calcio nulla è impossibile, ad oggi però cederlo risulterebbe sicuramente un passo indietro dal punto di vista qualitativo e quantitativo, visto che successivamente ci sarebbe un ulteriore buco da coprire nella maniera più adeguata.

ZAZA (=) - L'espulsione sciocca rimediata contro il Genoa gli è costata un turno di squalifica, a Frosinone, dove probabilmente avrebbe giocato. Allegri l'ha strigliato, ma anche a partita in corso Zaza potrebbe fare male...

Il mercato della Juventus si sta ad oggi muovendo con intelligenza, cautela e rapidità. Non ci si attendono dunque colpi di scena clamorosi, quanto innesti mirati e idonei ad un’annata che potrebbe essere speciale. Speciale proprio come l’affascinante, intenso ed avvolgente connubio tra il bianco e il nero.

 

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