Da Carpi al Carpi: la Juve continua la sua corsa

Da Carpi al Carpi: 6 punti, tante differenze, ma anche tante conferme.

All’andata il match si chiuse 2-3 per i bianconeri che, soprattutto nel finale, decisero di complicarsi la vita suscitando le ire di  Allegri (celebre la scena del cappotto scagliato via!) e andando così a rischiare punti preziosi nella rincorsa alla vetta. Ieri la Juventus ha archiviato la pratica con un netto 2-0, che però non deve indurre in errore.

Nei 90′ la Juve ha sempre dato la sensazione di poter controllare il gioco e, forse, proprio questa consapevolezza ha portato i campioni d’Italia a concedere qualcosa di troppo. Fortuna (e Buffon) ha voluto che il Carpi non sapesse concretizzare le poche occasioni avute e che, poco prima del riposo, l’uomo della provvidenza Hernanes si ricordasse di quel soprannome (il Profeta) dall’aura mistica e andasse a togliere le castagne dal fuoco, realizzando la sua prima rete in 20 apparizioni in bianconero.

Nella settimana dell’ufficialità del riscatto di Lemina dal Marsiglia, è forse l’uomo meno atteso a sbloccare la partita e legittimare una superiorità quasi indiscutibile.

Nei secondi 45′ minuti di gioco il leitmotiv è pressoché identico: una Juventus forse un po’ troppo narcisista, conscia probabilmente dei propri mezzi, mantiene sterilmente il pallino del gioco, rischiando di concedere un insperato ritorno agli avversari.

Come abbiamo detto, fortuna vuole che Mister Allegri capisca subito che non si possa rischiare quanto concesso all’andata e bravura vuole che il tecnico livornese azzecchi i cambi, in particolar modo Lichsteiner per Cuadrado e Zaza per Morata.
Lo svizzero argina le sporadiche sortite offensive degli emiliani, il bomber di scorta confeziona il 2-0 finale, chiudendo ogni discorso al minuto 80 su assist di un sempre più ispirato Pogba. Per Zaza media di 1 goal ogni 112 minuti circa.

Capitolo Paul: lo Stadium ha ripetutamente intonato “non si vende Pogba” e vogliamo unirci a questo coro. Se la Juventus vuole ambire a palcoscenici di spessore europeo, non può privarsi di uno dei prospetti migliori del panorama mondiale, qualsiasi sia la cifra offerta.

Il francese, dopo un inizio di stagione a tinte chiaroscure, ha ripreso il cammino intrapreso lo scorso anno, mostrando una crescita costante e importante, anche al netto di una collocazione tattica e di una responsabilità maggiore nel centrocampo bianconero. Ad oggi possiamo dire che quel 10 sulle sue spalle non è stato un completo azzardo.

Al di là dei record che la Juve punta ancora a frantumare, come quello delle partite chiuse senza subire reti (22 – Juve a 20) o quella della miglior difesa a fine campionato (20 rete subite), vogliamo rivolgere un plauso ad un altro uomo che ha saputo incarnare al meglio la Juventinità, intesa come valore intrinseco che accompagna la fame di successi ad una mentalità vincente.

Stiamo parlando di Patrice Evra, il terzino sinistro ex United che, sin da suo arrivo, ha mostrato un’appartenenza evraal gruppo e uno spirito degno di bandiere come Buffon, Marchisio e dei vari Bonucci e Chiellini.
Un giocatore che, nonostante l’età (prossimo ai 35 anni) ha saputo oggi reinventarsi oggi terzo centrale di difesa, andando ad agire in loco dell’indisponibile Chiellini e riuscendo a non far sentire la mancanza del gorilla bianconero. Anche per il buon Patrice si parla già di rinnovo e molto in questo caso dipenderà dalla volontà proprio del giocatore. Uno dei simboli della rinascita di questa stagione potrebbe vivere una seconda giovinezza sportiva, andandosi ad accentrare in difesa e lasciando campo sulla sinistra a quell’Alex Sandro di cui è stato così proficuamente mentore nel corso della stagione.

Una Juventus cannibale, a tratti forse leziosa, ma mai così consapevole della propria forza, non ha lasciato oggi nemmeno le briciole agli avversari. Il Carpi veniva a Torino alla ricerca di punti per una salvezza che avrebbe dello storico, ma sfortunatamente per i biancorossi, ieri i ragazzi di Allegri non erano in vena di concedere nulla.
Il tecnico livornese aveva richiamato il gruppo a mantenere alta l’attenzione: archiviato il campionato, c’è ancora una finale di Coppa Italia da giocare ed è, quindi, necessario che la Juventus continui il proprio percorso fino al termine del campionato, perché al di là dei record e della storia, è necessario ricordare a tutti che per i bianconeri “vincere non è importante, è la sola cosa che conta”.

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