Chi balla e chi assiste

Chi balla e chi assiste


L’estate che sta arrivando porterà in dote uno dei balli più in voga del mercato calcistico: il “Valzer delle panchine”, che contende il primato di gradimento a stagioni alterne al “Valzer delle punte”. Quando poi i protagonisti in agra sono i pezzi più pregiati possibili, allora ecco che l’interesse aumenta ulteriormente. Nell’estate dell’Europeo di Francia almeno 4 super nomi cambieranno o troveranno una nuova panchina dopo aver osservato da lontano le battaglie sportive per tutta o almeno una parte di questa stagione: Guardiola, Ancelotti, Mourinho e (molto probabilmente) Conte, ognuno con una storia recente diversa, dovranno cercare un nuovo alloggio lontano da dove si trovano adesso. Nessuno di loro infatti può essere accostato all’altro.

Guardiola è al Bayern dove sta di nuovo conducendo la Bundesliga, nemmeno a dirlo, e dove è già in semifinale della coppa di Lega e ahinoi con una buona prospettiva di essere ai quarti di Champions, dato per scontato che il 2-2 di Torino è risultato più favorevole ai bavaresi che alla Juve. Non ha mai passato un anno senza vincere qualcosa, e la strada sembra quella buona anche questa stagione, con finestra niente meno sul triplete. La notizia prematura del suo passaggio al City ha destabilizzato più l’ambiente che lui, che rimane flemmatico e deciso come sempre, sicuro di sé e delle sue capacità, nonostante i continui attacchi della stampa germanica nei suoi confronti. Sarà il sangue latino, ma ai tedeschi sembra non essere mai piaciuto fino in fondo.

Sangue latino che condivide con il prossimo allenatore del Bayern, il nostro Carlo Ancelotti che dopo aver vinto la famigerata “decina” al Real è stato silurato a sorpresa in estate per Benitez che è arrivato sì e no a metà stagione, come in molti si aspettavano. Ancelotti è uno dei top allenatori in Europa e lo sanno anche i giocatori del Real che si erano opposti fermamente al suo esonero, con tanto di mani sfregate dei dirigenti del Bayern che se lo sono trovato libero, abile e arruolabile, oltretutto fresco e mentalmente riposato dopo una stagione in cui le partite le ha viste solo in tv o in tribuna.

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Mourinho un pezzo di stagione invece l’ha fatta, in quel Chelsea che spesso ha definito casa sua, quella casa dove avrebbe voluto rivincere e dove pensava di trovare tutto facile o quasi. Esonero con qualificazione agli ottavi di Champions, sì, ma con un campionato da brividi e una posizione in classifica alle soglie della zona retrocessione. Impensabile e nemmeno ipotizzabile pensando alla rosa dei Blues o alla loro storia recente, situazione che ha portato a uno degli esoneri più rumorosi degli ultimi anni. Non ci sono ancora ufficialità, ma sembra che il suo destino sarà ancora l’Inghilterra, dove quest’anno domina il piccolo Leicester di Ranieri, e dove anche i Red Devils, destinazione possibile/probabile del portoghese, non se la passano benissimo.

Poi c’è Conte, il CT della nostra Nazionale che ha sempre mal celato il suo poco entusiasmo per il lavoro saltuario delle rappresentative in generale, lui che era abituato a respirare il campo ogni ora di ogni giorno e a martellare i suoi giocatori senza soluzione di continuità. Proprio il Chelsea che fu di Murinho gli sta facendo una corte serrata, e dopo alcuni roumors che lo vedevano tornare sulla panchina della Juve ormai sembra fatta per la guida dei Blues.

Blues che a più riprese hanno tentato anche il nostro di allenatore, quel Massimiliano Allegri arrivato come tappabuchi due estati fa, quello che vinceva perché la vecchia squadra vinceva anche da sola, quello che avrebbe fallito al primo intoppo, ma che a botte di risultati e record macinati in meno di due anni ha scalato molte posizione negli indici di gradimento dei top club europei. In un capovolgimento dei ruoli in cui le Dame/squadre invitano al ballo i Cavalieri/allenatori, molti si sono già uniti alle danze del valzer. Il nostro condottiero al momento declinerà l’invito, fermandosi a guardare gli altri che ballano, con la consapevolezza di essere già accompagnato alla Dama più bella. Pardon, la Signora più bella. Perché in certe situazioni assistere allo spettacolo dà più soddisfazione che parteciparvi.

Dario Ghiringhelli (@Dario_Ghiro)

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