Alvaro Morata: "Un ritorno al Real? Sogno di vincere titoli"

Alvaro Morata: “Un ritorno al Real? Sogno di vincere titoli”


Alvaro Morata, a dispetto della giovanissima età, è uno degli uomini chiave a cui si aggrappa Massimiliano Allegri per risalire la china in serie A e ripetere quanto di buono fatto la passata stagione in Champions League. L’attaccante spagnolo non sta vivendo certamente un inizio di stagione esaltante; nel 4-3-3 che Allegri sta lentamente plasmando, l’attaccante è stato rilegato sulla fascia sinistra e l’uomo che ha segnato gol decisivi nella scorsa stagione si è così progressivamente allontanato dalla porta, avendo sempre meno occasioni per tirare e riprovare l’emozione di entrare nel tabellino dei marcatori. Alvaro Morata ha parlato a 360° dal ritiro della nazionale spagnola e lo ha fatto in esclusiva ai microfoni della radio spagnola El Larguero.

LA NAZIONALE – Da piccolino lo vedevo come un sogno, mai avrei pensato di arrivare fin qui, dove mi trovo ora. La ricetta? Tanto lavoro e umiltà, fattori che mi hanno permesso di realizzare tutto ciò”.

SGUARDO AL PRESENTE – “Quest’anno è un po’ più complicato soprattutto per gli infortuni e perché alle volte non gioco nella mia posizione ideale. Ci mancano Pirlo e Llorente, personalmente Fernando di più. Se l’anno scorso non ci fosse stato lui… io non avrei fatto così bene! Mi sono congratulato con lui per il gol al Madrid, ero contento per lui, un po’ meno per la sconfitta del Real”. La mancanza di Pirlo? “Pirlo è uno di quei giocatori che ti garantisce 10/15 punti in più all’anno, su palla inattiva”.

DISCORSO RECOMPRA – “Poiché ultimamente non segno nemmeno un gol… il tema è più tranquillo”. E quando Allegri mi rimproverò per il cambio di calzetti in Champions? “Fu un aneddoto, un modo per scuotermi. Il mister confida molto in me”.

SU REAL MADRID-BARCELLONA – “Alle volte me lo gioco anche in Italia… mettendolo alla Play!”. Se sogno di tornare al Real? Io sogno di vincere titoli”. Poi ancora, Alvaro: “Mi piaceva di più il Real di Ancelotti perché era quello in cui stavo io”. 

Luca Piedepalumbo

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