M'Gladbach-Juve, l'analisi del centrocampo - Sofferenza, lampi, incosistenza e un pizzico di follia

M’Gladbach-Juve, l’analisi del centrocampo – Sofferenza, lampi, incosistenza e un pizzico di follia


L’importante era muovere la classifica per fare un passo ulteriore verso la qualificazione. Il passetto e il punto sono arrivati e sospingono la Juventus un po’ più vicina al traguardo finale. L’1 a 1 del Borussia Park può essere visto in molti modi, così come la prestazione del centrocampo. Dalle delizie di Pogba all’incosistenza di Hernanes.

MANCANZA DI AIUTI – Allegri sceglie di schierare i suoi con un 4-3-1-2 con Hernanes trequartista e in mediana Pogba, Marchisio e Sturaro. Fin dai primi minuti però i bianconeri faticano sul possesso avversario che grazie ai raddoppi dei terzini schiacciano molto Evra e Lichtsteiner, e di fatto anche Pogba e Sturaro costretti ad aiutare sulle fasce. E da un movimento in ritardo nasce il gol del Borussia: Sturaro non chiude in aiuto sull’out di destra, Chiellini liscia il pallone e la frittata è fatta. Gli uomini bianconeri nel mezzo in generale faticano ad impostare l’azione, soffrendo un po’ troppo il pressing avversario.

SOFFERENZA E POGBA – Marchisio non è al top della forma, fatica abbastanza lì nel mezzo soprattutto nell’impostazione e nell’iniziazione dell’azione. Il cuore e la grinta ci sono sempre, a mancare forse è la lucidità condizionata dal periodo di inattività. Discorso simile per Stefano Sturaro, in affanno per tutta la serata. Sulla coscienza ha quella mancata chiusura su Wendt, ma per i quasi 90 minuti in cui è in campo non riesce a trovare una posizione e incidere sulla gara. Si destreggia decisamente meglio invece Pogba, più visibile in fase d’attacco e fonte di alcuni spauracchi tra i tedeschi. Una palla che canta serve Lichtsteiner in area per il gol dell’1 a 1 e un paio di conclusioni alquanto pericolose fanno di lui il migliore tra i centrocampisti in campo.

IL “NON” GIOCO DI HERNANES – Discorso a parte per Hernanes. Sembra si faccia fatica a trovare una posizione ottimale in campo per il centrocampista brasiliano: da regista davanti la difesa in convince troppo, dietro le punte risulta spesso incosistente, come accaduto questa sera. Dovrebbe giocare tra linee e in fase offensiva far sentire la sua presenza con idee e spunti per i compagni, combinando invece poco di buono o veramente rilevante. Ma anche in fase di non possesso non riesce a incidere: il suo leggero pressing viene superato agevolmente dagli avversari e una volta passato, non si allinea agli altri centrocampisti spaccando di fatto la squadra in due pezzi tra centrocampo e attacco. Se poi ci si mette anche la follia dell’entrata a piedi uniti che gli costa il rosso, il gioco è presto fatto.

 

Oscar Toson

 

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