Giraudo e Tavecchio a colloquio, Cruciani racconta: "Si parlava della causa tra Juve e FIGC, l'ex ad bianconero è stato chiaro..."

Giraudo e Tavecchio a colloquio, Cruciani racconta: “Si parlava della causa tra Juve e FIGC, l’ex ad bianconero è stato chiaro…”


Probabilmente si era a corto di polveroni d’alzare. O molto più semplicemente, la paura di presunti giochi di potere è più grande della voglia di cambiare le cose. Oggi si è urlato al complotto, nell’Italia del calcio. Ancora. Perché quanto riportato da Dagospia e dal sito ufficiale de “La Zanzara”, ad ora ha fatto praticamente il giro del web.

LA NOTIZIA – Il pomo della discordia è stato posto al centro di un boom di notizie da Giuseppe Cruciani, giornalista di Radio24 da sempre vicino agli ambienti calcistici. Si trovava lì per caso, “per un incontro di lavoro”, sostiene. E con “lì” intendiamo all’hotel NH President, precisamente nella hall. A destare la sua attenzione, però, il fatidico incontro. Qualche poltroncina più in là, ecco infatti due signori parlottare e bisbigliare cose troppo sensate: Giraudo e Tavecchio  a colloquio, faccia a faccia. “Mi sono seduto poco distante e ho ascoltato una parte della conversazione – ha quindi continuato Cruciani – I due parlavano delle cause in corso tra Juventus e Figc, in particolare della causa di risarcimento intentata dalla Juventus”. Ecco, prima domanda (che si pone anche il giornalista) lecita: cosa c’entra ancora Giraudo con la Juventus? Secondo Tuttosport, assolutamente nulla: e lo certificano fonti vicine all’ex amministratore delegato. Ergo: un pourparler. Ma abbastanza dettagliato. Tanto d’aver snocciolato critiche e accuse a Lele Oriali (“Falsificava i passaporti”) ed Adriano Galliani (“Quel sistema con Bogarelli…”).

SUBITO LA SMENTITA – Ovviamente, con due soggetti così vogliosi – a loro modo – di voltare pagina, quel che si cercava era un punto d’incontro. Non è stato trovato. “Tavecchio, da quello che ho sentito – ha allora proseguito Cruciani – vorrebbe chiudere la vicenda con un ‘pari e patta’ (anche la Federazione ha chiesto i danni alla Juve). A quel punto Giraudo ha detto: ‘Col cavolo, noi andiamo avanti'”. Ecco: da qui, il vaso di Pandora delle supposizioni completamente svuotato da un pronome personale. In che cosa consiste quel “noi”? Chi vuole intendere Giraudo? A scanso di equivoci, la risposta è netta: la Juventus non ha inviato Giraudo per trattare la sua parte all’interno della querelle. Ad oggi, il vecchio membro della triade non ha nessun ruolo in società: né potrebbe (a causa della radiazione), né vorrebbe. E tantomeno se lo potrebbe permettere la Federazione: “L’incontro c’è stato, ma nessuna trattativa – smentisce infatti all’istante un portavoce della FIGC – Solo un caffè, alla luce del sole, in un albergo in centro a Milano”. Più chiaro di così.

RISPOSTE – Cosa significa tutto questo, in ogni caso, è ancora tutto da certificare. Quel che resta dopo una giornata d’indiscrezioni è comunque la volontà ferrea della Juventus: da C.so Galileo Ferraris persiste una linea dura nei confronti del massimo organo calcistico italiano. Ed una via di mezzo, al momento, proprio non può esserci. Magari, nel Paese dei pregiudizi e dei pregiudicati, un vecchio incontro tra due amici ha perso motivo e spazio d’esistere. O magari, quel buon caffè può essere il preludio ad un interregno di pace tra Juve e Federcalcio. Chissà. Per ora la battaglia continua: in campo e fuori. E Giraudo, davvero, proprio non può dimenticare quel “noi”.

Cristiano Corbo

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