Inter-Juve, le pagelle: Barzagli insuperabile, Pogba non riesce ad accendere le luci a San Siro

Inter-Juve, le pagelle: Barzagli insuperabile, Pogba non riesce ad accendere le luci a San Siro


Quindici minuti di Inter nel primo tempo, mezz’ora di Juventus nella ripresa: questa potrebbe essere la sintesi del Derby d’Italia. Di seguito le pagelle dei bianconeri, che per la prima volta in campionato hanno mantenuto la clean sheet ed hanno potuto contare su tutti i titolari a centrocampo:

GIANLUIGI BUFFON, voto 6 – Gigi, che ha di recente festeggiato le 150 presenze con la maglia della nazionale, viene chiamato in causa pochissime volte, rispondendo comunque presente. La preoccupazione principale della serata, però, è causata da un problema al polpaccio, rimediato in uno scontro con un compagno di squadra e risolto grazie all’intervento dello staff sanitario bianconero.

ANDREA BARZAGLI, voto 7.5 – Semplicemente impeccabile. Nell’inedito ruolo di terzino destro, ricoperto per la terza partita consecutiva, Andrea Barzagli sta dimostrando di vivere una seconda giovinezza: insuperabile nell’uno contro uno, generoso in fase di ripartenza, ma soprattutto decisivo con almeno interventi in chiusura nel primo tempo, dimostrandosi per distacco il migliore in campo dei bianconeri.

LEONARDO BONUCCI, voto 6.5 – Prestazione sufficiente per l’unico ex presente in campo, che resiste al quarto d’ora nerazzurro, pur commettendo qualche piccolissima sbavatura in più rispetto ai compagni di reparto.

GIORGIO CHIELLINI, voto 6.5 – Buona prestazione del difensore livornese, che nel primo tempo si dimostra pressoché insuperabile, mentre nel secondo tempo, complice anche il calo dei nerazzurri, viene impegnato di meno.

PATRICE EVRA, voto 6 – Prestazione sufficiente dell’esterno francese che, come da tradizione nelle ultime gare, parte molto largo a sinistra e cerca di duettare con Pogba e creare la superiorità numerica sull’out, ma questa sera le combinazioni vincenti con il connazionale sono ridotte all’osso e in area di rigore manca un riferimento fisso.

SAMI KHEDIRA, voto 6 – Discreta prestazione quella del centrocampista tedesco, meno appariscente in fase offensiva rispetto alle precedenti gare, anche se va ad un passo dal secondo gol in bianconero, vedendosi stampare sul palo un tiro di piatto al 29’ del secondo tempo.

CLAUDIO MARCHISIO, voto 5.5 – Al rientro dall’infortunio, Marchisio macina chilometri, si impegna, ma lesina sotto il profilo della qualità: ci prova con un paio di conclusioni da fuori, ma nessuna si avvicina, nemmeno di poco, allo specchio della porta. Nel finale di gara rischia il secondo giallo.

PAUL POGBA, voto 5.5 – Quella di stasera è un’altra nota stonata nello spartito stagionale di Paul, che sembra non riuscire mai ad entrare in partita, tranne in qualche occasione in cui mostra una piccola parte del suo immenso talento.

JUAN CUADRADO, voto 6,5 – Per sbloccare la partita sarebbe stato necessario sfondare a destra, dove Juan Jesus difficilmente avrebbe potuto tenere il passo del colombiano. Cuadrado ci riesce, vince quasi sempre il vis-a-vis con il suo rivale di fascia, ma gli manca troppo spesso l’ultimo passaggio, finendo per perdersi in qualche giocata un po’ troppo egoista. Insieme a Zaza, comunque, risulta essere l’uomo più pericoloso dei bianconeri.

SIMONE ZAZA, voto 6,5 – Prestazione generosa da parte dell’attaccante di Metaponto, che dimostra di essere quello che ci crede di più: aggressivo, lotta su tutto il fronte offensivo, corre, si dà da fare in fase di pressing, si fa trovare libero se cercato in profondità, ma in almeno due occasioni ritarda di qualche secondo il tiro perdendo l’occasione di mandare in vantaggio i bianconeri.

(Dal 78’ PAULO DYBALA, senza voto: appena 15 minuti di gioco per l’argentino, che non riesce ad incidere sul risultato)

ALVARO MORATA, voto 5.5 – Prestazione poco convincente da parte dell’attaccante spagnolo, che non riesce ad incidere sulla gara.

(Dal 70’ MARIO MANDZUKIC, voto 6 – Se si trattasse di fantacalcio, parleremmo quasi di un “6 politico”. Il tempo per incidere è poco, l’unica palla che riesce a ricevere nel finale la spreca concludendo in maniera scoordinata)

Corrado Parlati