Del Piero: "Allenerei, da calciatore ho avuto grandi maestri come Lippi, Ancelotti e Capello. Scudetto? Tante in corsa"

Del Piero: “Allenerei, da calciatore ho avuto grandi maestri come Lippi, Ancelotti e Capello. Scudetto? Tante in corsa”


La bandiera bianconera, Alessandro Del Piero, nonché capitano e condottiero storico della Juventus, ha parlato al Corriere dello Sport in una lunga intervista in cui ha reso noti i suoi progetti futuri. Ecco cosa ha rilasciato al quotidiano: “Tre anni fa non avrei accettato di allenare, ora ci penso e magari con il tempo maturo l’idea di affrontare questa nuova sfida. E’ un lavoro complesso, molto affascinante, che consente di vivere il calcio con una visione ben determinata. Non ho effettuato ancora nessun corso ma sicuro sono indirizzato verso questa direzione” spiega “Pinturicchio”.

LE CARATTERISTICHE – “Da calciatore ho lavorato con tre grandi: Capello, Ancelotti, Lippi. Con Marcello abbiamo vinto tutto, insieme. In dieci anni scudetti, Champions, Intercontinentale e poi un mondiale. Ho un rapporto unico e speciale che va oltre il semplice rapporto lavorativo. Dagli altri due “top coach” ho ricevuto tante nozioni di ordine tattico che mi hanno fatto crescere: me le porterò qualora dovessi avere una mia carriera in panchina” afferma.

L’ULTIMA AL TEATRO – Del Piero ritorna sull’ultima gara con la squadra di cui sarà simbolo storico “E’ stato devastante lasciare la Juventus quel pomeriggi, si sono intrecciate emozioni fortissime. Era stato un anno difficilissimo per me, avevo giocato poche partite ma segnato goal decisivi e quando uscii dal campo, all’inizio della ripresa, sentii un groppo alla gola. Mi ricordo poco le parole di quel momento. Ma tutto si fermò. I giocatori avversari, l’arbitro, i miei compagni. Il pubblico era tutto in piedi e ci rimase per minuti. Loro ringraziavano me delle emozioni che gli avevo fatto vivere per quasi vent’anni. E io, alzandomi sul sedile e salutandoli, dicevo loro il mio grazie. Fu come un tempo sospeso, un magia vera”.

RITMI E TEMPI DEL CALCIO – Prosegue sulla visione personale del calcio moderno: “Occorre una grande intelligenza, umiltà e una infinita pazienza. Siamo portati a cercare risposte sul breve, programmiamo solo a breve termine e agiamo in funzione del poco tempo. Ad esempio: in una settimana  se giochi tre partite puoi essere: genio, cretino, genio o viceversa. E sei la stessa persona, occorre avere calma interiore e spirito positivo. Se perdi, hai subito l’occasione per risalire, quindi  questo conta molto nel nostro calcio emotivo”.

CAPITOLO SCUDETTO – L’ex numero 10 bianconero ha risposto brevemente alla domanda più scottante: “Per la vittoria del campionato ci sono almeno 5 squadre in corsa. Meriti a Paulo Sousa per il suo lavoro, è stato un ragazzo che ha sempre ascoltato mostrando grande intelligenza” conclude Del Piero.

Simone Di Sano