Tevez: “Ho lasciato un pezzo di cuore alla Juve, ora soffro a vederla così”

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Carlitos Tevez si racconta nella notte in una intervista rilasciata a La Cornisa Tv, spiegando i motivi dell’addio alla Juventus e l’approdo al Boca Juniors. In un mondo dominato dalla moneta, l’Apache fa una scelta solo di cuore, come lui stesso racconta:

ANDAVO A DORMIRE PENSANDO AL BOCA – “Sognavo tutti i giorni di tornare alla Bombonera. Amo il Boca, vedevo che viveva una fase difficile e ho scelto di tornare per dare una mano. Eppure, essere il giocatore più amato dalla gente a volte ti aiuta, ma molte altre ti mette al centro dell’attenzione. Se sbagli, ti criticano ferocemente. Alla Juventus avevo dato tutto, ma proprio tutto. Il Boca arrancava, mi faceva male vederlo così e allora ho chiesto di andar via. Andavo a dormire pensando al giorno in cui sarei tornato alla Bombonera: la Champions l’avevo già vinta, tanto…”.

LA JUVE NEL CUORE – “A Torino però ho lasciato un pezzo di cuore, seguo sempre la Juve e ora soffro a vederla così. Pirlo giocava come un diciottenne, anche se ne aveva 37, Buffon sembrava un ragazzino…”.

LA FELICITA’ E NON I SOLDI – Solo cuore quindi Carlitos, lo stesso che ci mette in ogni partita che gioca. I soldi sono passati in secondo piano ed è lui stesso a raccontarlo: “Un club cinese mi ha offerto 20 milioni l’anno, ma quando hai le idee chiare i soldi non contano. Ho perso ricchezza, ma ho guadagnato felicità“.

GLI ERRORI NELLA CARRIERA –  “Nel 2011 non ero in condizioni per poter giocare a calcio. Mangiavo di tutto, avevo addirittura 8kg di troppo. Ecco, ho imparato a dare il meglio di me da quel momento in poi. Ma non posso essere un modello, quelli sono la mamma e il papà di ognuno. Mancini? Tutti hanno parlato della mia lite con Mancini, ma nessuno sa la verità. Una volta, il Mancio mi ha fatto scaldare per molti minuti. Poi ha tolto un attaccante per mettere un centrocampista, De Jong. E quindi mi fa: ‘Preparati, vai a scaldarti per entrare’. Gli ho detto che ormai ero pronto. E lui mi ha mandato a scaldare. Ho preferito di no, avevo già dato per più di 10 minuti correndo. E da quel momento non mi ha fatto più giocare”.

(Fonte: Gianlucadimarzio.com)

Roberto Moretti