Poca decisione, troppe letture sbagliate: così la difesa non va

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Un tempo ci si poteva fregiare per la solidità difensiva della Juventus. Adesso, invece, quella sicurezza sembra risiedere solo nei dolci ricordi di quattro anni memorabili. Basta analizzare a mente fredda il comportamento dei centrali bianconeri durante l’azione che ha portato al gol di Insigne. Non per sminuire lo spettacolare uno-due con Higuain, anzi. Eppure, davanti a certe situazioni di gioco, dovrebbe subentrate l’esperienza. O comunque maggior decisione nelle chiusure. E invece, lo “scugnizzo” napoletano cresciuto da mister Zeman riesce addirittura a infilare il pallone sotto le gambe di Bonucci. Forse qui “Bonny” avrebbe potuto anche tentare l’intervento “alla disperata”.

Anziché raddoppiare la marcatura sul “Pipita”, già contrastato da Chiellini, in quel momento serviva seguire il giocatore innescante lo scambio. Chiaro che poi sopraggiunge lo spazio favorevole al tiro. Al di là, però, degli errori singoli, dei “se” e dei “ma”, i fatti parlano chiaro: la retroguardia bianconera appare insicura, spesso in affanno, facilmente perforabile. Strano, perché nel match di Supercoppa Italiana il trio Bonucci-Chiellini-Caceres non fece toccare palla agli attaccanti laziali. Tralasciando la rete del raddoppio – nata piuttosto dalla leggerezza individuale di Hernanes -, ciò che emerge è soprattutto lo sbaglio nella lettura delle circostanze. Segnale di nervosismo. Come un pugile messo alle corde, che incassa colpi, soffrendo.

Attenzione, però. Anche Rocky Balboa era un incassatore. Nonostante tutto, ogni qualvolta si trovasse in difficoltà, riusciva sempre a ribaltare l’incontro a suo favore. Picchiando più forte, recuperando terreno. Per carità, un grandioso film degli anni ’80 non può paragonarsi nemmeno minimamente alla realtà del calcio. Ma almeno resta la speranza. Crediamoci ancora.

Paolo Panico

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